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Francesco Maria Greco: beato un figlio della Calabria povera


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Un altro figlio della terra di Calabria entra a far parte della schiera dei beati. Si tratta di Francesco Maria Greco, sacerdote diocesano e fondatore della Congregazione delle Suore Piccole Operaie dei Sacri Cuori che domani sarà ufficialmente dichiarato Beato nel corso di una celebrazione eucaristica presieduta dal card. Angelo Amato, Prefetto della Congregazione per le Cause dei Santi. Un giorno di festa non solo per la Chiesa di Cosenza-Bisignano e della Calabria tutta, ma della Chiesa in generale. “Gustate et videte” questo è il motto che il neo beato ha scelto per la sua congregazione, una frase che si può applicare alla giornata che la Chiesa lo eleva al primo gradino degli onori degli altari. Tutto è pronto per festeggiare un uomo che con impegno e zelo pastorale ha dedicato la sua vita alla sua gente. Per accogliere la moltitudine di fedeli, circa 14mila persone, si apriranno le porte dello stadio Comunale di Cosenza. La celebrazione si aprirà con il Rito di Beatificazione presieduto dal card. Amato, delegato pontificio che accoglierà la richiesta di mons. Francesco Nolè, arcivescovo di Cosenza-Bisignano. Momento emozionante coronato con la lettura da parte del porporato della lettera Apostolica di Papa Francesco che autorizza l’ iscrizione del sacerdote fra i beati. Questo è il primo riconoscimento, è il primo passo che permette l’ autorizzazione al culto pubblico per tutta la diocesi. Ma come si è arrivati a questo momento? La testimonianza è data da Nina Pancaro, la donna di Castrovillari, miracolata per intercessione di don Greco durante il coma in cui era entrata per una emorragia cerebrale. La famiglia e la comunità tutta si affidò alla preghiera perché i responsi medici furono categorici sulla scarsa possibilità di salvezza. E il miracolo avvenne, come lei stessa ha raccontato in una intervista al settimanale diocesano “parola di Vita”. Mentre si trovava sdraiata nella camera dell’ ospedale di Taranto, vide una figura di uomo, avvolta da una luce, che indossava un abito talare che le dice “Tu devi andare via da qui, alzati”. La signora Nina alla domanda di chi fosse si sente rispondere “Non mi hai riconosciuto, sono Francesco Maria Greco; sei stata male ma ora stai bene e te ne devi tornare a casa tua”. Questo accadeva nel 2003, oggi la signora Nina è sicuramente la più emozionata del momento di grazia che il Signore ha voluto concedere a questa comunità.

Francesco Maria Greco, è un nome noto tra i fedeli di questa terra: nacque a Acri il 26 agosto del 1857, una terra come egli stesso definì, “martoriata dalla miseria e dall’ ignoranza religiosa”. Dopo gli studi ginnasiali presso il Real Liceo Bernardino Telesio di Cosenza si trasferisce a Napoli per frequentare il liceo Vittorio Emanuele. Qui conosce, fra gli altri oò beato Bartolo Longo. Ed è proprio in questo ambiente che matura la vocazione sacerdotale di don Greco. “La vera gioia fiorirà ai piedi della Madonna di Pompei” si legge nella biografia Beato Francesco Maria Greco a firma di Oliviero Giuseppe Girardi, un figura quella della Vergine che lo accompagnerà durante tutto l’ arco della sua vita. Infatti sarà grande la sua devozione mariana. Studente di Teologia, Greco nel 1877 veste l’ abito talare, nel 1880 diventa Diacono e, finalmente, il suo sogno sarà coronato il 17 dicembre del 1881 quando viene ordinato sacerdote ad Acri, continuando a fare la spola con Napoli per completare gli studi. Nel 1885 sempre a Napoli consegue la Licenza in Sacra Teologia, anno che nella città partenopea si sviluppa l’ epidemia del colera. Una situazione che vive in prima persona don Greco e che farà accrescere ancora di più in lui quel carisma di carità che lo connoterà sempre, come evidenzia don Enzo Gabrieli, presidente della Commissione diocesana per l’ organizzazione della beatificazione.

Tornato nella sua cittadina natale comincia la sua attività di catechista che si intensificherà nel 1888 con la nomina ufficiale di arciprete. Ed è proprio da questa esperienza che matura la volontà di fare qualcosa per quella gente, quei bambini che vivono in un contesto di arretratezza sociale e culturale. Per don Francesco Greco la Calabria poteva farcela da sola, ma quel popolo aveva bisogno di essere guidato, risollevato, aiutato partendo dall’ istruzione. Fu questa la convinzione che lo spinse a fondare nel novembre del 1894 la Congregazione delle Piccole Operaie dei Sacri Cuori che affidò a suor Maria Teresa De Vincenti, una giovane fanciulla consacrata che aveva conosciuto nei primi anni della sua attività di catechista. Il fine di questa istituzione fu quello di educare e istruire la gioventù, specialmente quella che apparteneva alla classe degli ultimi, i più poveri e il mezzo per attuare questa importante missione erano le suore che potevano essere presenti nelle scuole pubbliche o private, collegi, asili, associazioni e inoltre prestavano servizi domestici nei collegi ecclesiastici e curvano anche gli ammalati sia negli ospedali che a domicilio. Don Greco scelse questo nome convinto che a quello della costruzione degli edifici in cui oltre all’ architetto e agli operai c’ è bisogno della piccola manovalanza che, se è vero, occupa l’ ultimo posto della graduatoria. In realtà i piccoli operai sono fondamentali per la costruzione di un fabbricato in quanto trasportano la calce, le pietre e si occupano di tener organizzato il cantiere. Così nella cura spirituale delle persone è importante assisterle fin dall’ infanzia e preoccuparsi di loro in tutti i momenti della giornata. La piccola Congregazione con gli anni si è ingrandita e oggi è presente in vari Pesi del mondo con case di accoglienza e facendo sempre riferimento alla celebre frase del fondatore “educare alla fede per educare alla vita”. La beatificazione di Francesco Maria Greco – ha detto il l’ arcivescovo mons. Nolè – fa “risplendere il sacerdozio e questa Chiesa nella sua bellezza. Una bellezza che passa nella via della semplicità e del servizio che questo sacerdote acrese ha vissuto in maniera eroica e disinteressata”.

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