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Fondazione Cariplo: 16 milioni perché non crolli il Terzo Settore

Vista la gravità della situazione che potrebbe portare presto alla chiusura di migliaia di associazioni e realtà welfare sociale, l’ istituzione lombarda ha preso una decisione senza precedenti nella sua storia: finanziare 400 organizzazioni di volontariato, per non mettere in pericolo la sopravvivenza dei servizi dedicati a persona, alla cultura, all’ ambiente


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Si parla spesso di bar, negozi e ristoranti a rischio chiusura, del mondo della cultura e degli spettacoli in ginocchio, dello sport (specie giovanile) azzerato. Sono gli effetti devastanti delle normative che governo e regioni hanno imposto per cercare di arginare la seconda violenta ondata della pandemia. Ambiti e categorie tutti da aiutare, ben s’ intende. Ma non si parla, invece, delle migliaia di enti non profit che stanno soffrendo. Con ogni probabilità molti chiuderanno.

Il Terzo Settore non va in piazza e rischia quindi di rimanere nel dimenticatoio. Eppure, il collasso del non profit significa un vuoto enorme nei servizi alla persona, alle famiglie, agli anziani, a tutte le categorie più vulnerabili.

È un pezzo rilevante del sistema italiano di welfare che va in crisi, che significa però anche un ulteriore problema di occupazione di migliaia di persone (e quindi famiglie) che lavorano in questo ambito.

Per questi motivi Fondazione Cariplo ha deciso di adottare una misura straordinaria, che non ha precedenti nella sua storia: la Fondazione ha deliberato, in una volta sola, la concessione di 400 contributi per un totale di 16 milioni di euro (anche questo dato dimostra l’ eccezionalità).

L’ iniziativa si chiama “Let’ s Go!”. Il primo obiettivo è aiutare gli enti non profit a non chiudere. In modo concreto. Il secondo è mappare il bisogno, al quale di certo la sola Fondazione Cariplo non è in grado di rispondere. In questo impegno preso dalla Fondazione c’ è un’ altra “prima volta”: vengono sostenuti questi enti non per realizzare progetti ma per contribuire ai mancati introiti.

I 16 milioni di euro deliberati vanno a sostenere 400 realtà su tutto il territorio della Lombardia, del Verbano e del Novarese, a fronte tuttavia di circa 1400 richieste, a conferma delle gigantesche difficoltà del Terzo Settore.

Le 400 realtà sostenute impiegano stabilmente 25.000 lavoratori e 18.600 volontari.

“Dalle 1.400 richieste pervenute tramite il bando ‘Let’ s Go!’ ”, scrive la Fondazione “emerge una fotografia del bisogno reale: oltre il 60% delle richieste è per servizi alla persona, di cui il 40% riguarda servizi per l’ infanzia, oltre a disabilità e anziani”. Di rilievo anche la quota destinata alla cultura e all’ ambiente, con 4,5 milioni di euro.

“Servizi per persone con disabilità, asili nido, servizi per anziani, luoghi della cultura, attività artistiche, promozione culturale, servizi per minori e famiglie in situazioni di fragilità e molto altro”, prosegue. “Tutto questo sistema di intervento oggi rischia di scomparire se i soggetti che erogano i servizi non riusciranno a sopravvivere alla crisi. Già nel primo semestre 2020 si stima che la metà delle organizzazioni operanti sul nostro territorio sia stata costretta a interrompere i propri servizi.

"Sin dall’ inizio della pandemia, Fondazione Cariplo ha avuto chiara l’ urgenza di dare un sostegno immediato e reale per la sopravvivenza di questi servizi, attraverso il supporto agli Enti che li erogano e che si trovano ad affrontare un’ emergenza economica non disponendo spesso di patrimoni sufficienti per reggere mesi di attività ridotta o addirittura sospesa”.

Si tratta di un impegno straordinario a sostegno dei servizi che generano valore sociale, culturale e ambientale realizzato in collaborazione e con il contributo della Fondazione Peppino Vismara e la partecipazione delle 16 Fondazioni di Comunità.

A questo si affianca un’ altra iniziativa “È di nuovo sport”, realizzata da Fondazione Cariplo insieme a Regione Lombardia, che mette in campo un budget complessivo di 3,7 milioni di euro, per sostenere le organizzazioni sportive dilettantistiche lombarde.

Nonostante l’ investimento ingente, l’ azione promossa con “Let’ s Go!” riuscirà a rispondere solo a parte delle organizzazioni che hanno fatto richiesta: già solo per Lombardia, Verbano e Novarese l’ ampiezza del bisogno è molto più grande.

Per proseguire nel sostegno al Terzo Settore la Fondazione lancerà prossimamente un’ importante misura che risponda alle loro necessità finanziarie a condizioni ”dedicate”, in collaborazione con Intesa San Paolo, Fondazione ONC, Cooperfidi, Fondazione Social Venture Giordano dell’ Amore, Fondazione Peppino Vismara.

«Soprattutto in un momento così difficile», sottolinea Giovanni Fosti, Presidente di Fondazione Cariplo, non possiamo permetterci di perdere questi Enti, le iniziative e i progetti di cui sono protagonisti, le competenze dei loro collaboratori e dei loro volontari. Perderli sarebbe un danno enorme per le nostre comunità e soprattutto per chi in questo momento è più fragile. Ci auguriamo che la richiesta di aiuto che è emersa attraverso il bando trovi l'attenzione che merita anche da parte di altri soggetti all’ interno del nostro territorio». Paolo Morerio, Presidente della Fondazione Vismara aggiunge: «Quando abbiamo aderito alla proposta della Fondazione Cariplo, nel mese di aprile, avevamo il sentore di essere di fronte a uno scenario molto preoccupante che rischiava di comportare la chiusura di molti servizi e iniziative socio-assistenziali ed educative. Le evidenze oggettive raccolte attraverso il bando purtroppo hanno confermato quella sensazione e ci hanno dato la dimensione della crisi sia dal punto di vista occupazionale che economico».

È utile riportare anche qualche dato sulla dimensione del Terzo Settore italiano: le organizzazioni non profit nel nostro Paese sono 340.000, tra associazioni, imprese, cooperative sociali, fondazioni, in cui lavora poco meno di 1 milione di persone, e che promuovono la partecipazione attiva di oltre 5 milioni di volontari, con una dimensione economica complessiva superiore a 70 miliardi di euro, corrispondente a una quota superiore al 4% del Pil nazionale. Nella sola Lombardia si tratta di 55mila realtà, il 16% del settore, ovvero il contingente più numeroso del Paese. I lavoratori sono 200 mila, coinvolgono 1,1 milioni di volontari e producono un valore di 17,5 miliardi di euro pari all’ incirca al 4,5% del Pil della regione.

Nel corso degli ultimi 10 anni sono stati migliaia i progetti promossi da circa 8 mila Enti che costituiscono una fondamentale infrastruttura sociale capace di attivare servizi diffusi, promuovere innovazione sociale e garantire benessere delle comunità, attraverso competenze e un patrimonio relazionale oggi indispensabile per velocizzare la ripresa.

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