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Tutti in Rete, parte il Festival della comunicazione

Una ricca serie di eventi per un'edizione che si svolge interamente on line.Il programma è centrato sul messaggio di papa Francesco per la 55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del prossimo 16 maggio, «“Vieni e vedi”. Comunicare incontrando le persone dove e come sono».


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Un grande limite può anche contenere una grande opportunità. Dipende da come lo si guarda. L’ impossibilità di avvicinarsi, di guardarsi negli occhi, di parlarsi a tu per tu e stringersi la mano, che contraddistingue questo doloroso tempo di pandemia, può diventare lo spunto per una comprensione più profonda del mondo digitale. Uno spazio tutt’ altro che virtuale, visto che permea e condiziona ogni ambito della nostra vita. Muove da questa sfida il Festival della Comunicazione 2021, promosso ogni anno dai Paolini e dalle Paoline nell’ ambito della Settimana della Comunicazione. Non un evento per addetti ai lavori, ma uno spunto per chiunque voglia riflettere, insieme a giornalisti, biblisti, teologi e studiosi, sulle grandi sfide del comunicare nel nostro tempo.

Sono 12 gli appuntamenti che si susseguono dall’ 1 al 16 maggio. Tutti in rete. Il programma è centrato sul messaggio di papa Francesco per la 55ma Giornata Mondiale delle Comunicazioni Sociali del prossimo 16 maggio, «“Vieni e vedi” (Gv 1,46). Comunicare incontrando le persone dove e come sono». “Vieni e vedi”, in un anno come questo. Un controsenso? Tutt’ altro. Piuttosto una provocazione, visto che, ora come non mai, nella cosiddetta era della post-verità, giornalisti e comunicatori hanno la responsabilità della testimonianza diretta e devono (seppur con strumenti nuovi) «consumare le suole delle scarpe», una massima da vecchi cronisti che il Santo Padre ha voluto includere nel suo messaggio, proprio a ribadire che «nulla sostituisce il vedere di persona».  

Giunto alla XVI edizione, il Festival si svolge ogni anno in una Diocesi diversa. «Questa dimensione itinerante è da sempre una ricchezza, perché ha consentito di visitare e incontrare realtà diversissime, da Nord a Sud, scoprendo risorse altrimenti nascoste e attivando energie sopite» ha sottolineato, durante la conferenza stampa di presentazione, suor Cristina Beffa (Figlie di San Paolo). Ma in un anno atipico come questo, la formula tradizionale andava riadattata. Così gli organizzatori hanno immaginato un’ edizione ponte (come detto, interamente on-line), capace di fare da tramite fra la Diocesi di Molfetta, che ha ospitato il festival l’ anno scorso, e quella di Rieti che lo accoglierà (si spera, in presenza) nel 2022. Ecco perché entrambe le realtà ecclesiali sono coinvolte, tendendosi idealmente la mano. «Sarà per tutti noi un’ occasione di incontro e di profonda riflessione» ha sottolineato il vescovo di Molfetta, monsignor Domenico Cornacchia, che ha voluto ricollegarsi alle parole del conterraneo don Tonino Bello, «Dobbiamo sottoporre a revisione critica il linguaggio con cui noi, come Chiesa, annunciamo il Risorto». «Nel suo messaggio il Santo Padre ci invita a incontrare le persone “dove e come sono”» ha sottolineato monsignor Domenico Pompili, vescovo di Rieti. «Il “dove” ci invita a uscire dai nostri ambienti individuali. Il “come” a interrogarci sulle metamorfosi dei linguaggi, per mantenere i contatti con le nuove generazioni. Evangelizzare non è trasferire dottrine, ma generare relazioni».

Durante la presentazione del festival, il prefetto del Dicastero per la Comunicazione della Santa Sede, Paolo Ruffini, è stato chiamato ad illustrare il messaggio del Papa per la Giornata delle Comunicazioni Sociali. Un messaggio denso e ricchissimo di spunti. «Le parole del Santo Padre» ha osservato Ruffini «ci chiamano a un profondo esame di coscienza, anche riguardo a questo tempo di pandemia. Che cosa abbiamo visto? Che cosa andremo a vedere d’ ora in poi? E che cosa resta del nostro comunicare?». «”Venite e vedete” significa spezzare il circolo vizioso che subordina la realtà al pregiudizio, che si accontenta degli slogan e della superficie. Oggi la crisi ci affida un ruolo ancora più centrale. Il futuro non è già scritto, ma dipende da dove andiamo, che cosa vediamo e come lo raccontiamo».

Il programma del Festival offre una grande varietà di contenuti e punti di vista. Intervengono biblisti, come la pastora battista Lidia Maggi (cui è affidato l’ incontro di apertura), esperti di comunicazione e nuovi media, come il conduttore tv Marco Carrara, il francescano Paolo Benanti e il teologo della comunicazione Vincenzo Marinelli. E naturalmente giornalisti. Tra loro, citiamo Fulvio Scaglione, già vice-direttore di Famiglia Cristiana, che interverrà accanto a colleghi di varie testate (dalla Rai ad Avvenire, da Tv200 al periodico di strada “Scarp de’ tenis”). Giornalismo è anche testimonianza scomoda, coraggio, responsabilità che comporta rischi. Ne parla, tra gli altri, Paolo Borrometi, vice direttore Agi e direttore di “La Spia”, testata contro le mafie. Per questa sua attività Borrometi ha ricevuto minacce e aggressioni dalla criminalità organizzata e vive sotto scorta.

Il programma completo è disponibile sulla pagina Facebook del festival, dove verranno trasmesse anche tutte le dirette degli incontri, oppure visita il sito www.settimanadellacomunicazione.it

 

 

    

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