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Design, arte e creatività dall'Africa a Milano

Prende il via la ventiseiesima edizione del Festival del cinema africano, Asia e America latina, promosso dal Centro orientamento educativo. Fino al 10 aprile film, documentari, incontri sul tema "Designing Futures" e una mostra dal Lagosphoto festival.


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«Cambiare lo sguardo su un Paese, immaginarlo in modo diverso può contribuire a cambiare il suo destino». Ad affermarlo è Alessandra Speciale, direttrice artistica insieme ad Annamaria Gallone del Festival del cinema africano, Asia e America latina, in programma dal 4 al 10 aprile (apertura questa sera con la proiezione in anteprima italiana di Ryuzo and the seven henchmen -Ryuzo e i sette compari - del giapponese Takeshi Kitano). Promossa dal Centro orientamento educativo (Coe), ogni anno la rassegna si svolge con un filo conduttore che si declina, a livello artistico, in una mostra e, a livello cinematografico, in una sezione tematica.

Per la ventiseiesima edizione il tema scelto è
Designing Futures. «In questa edizione
 abbiamo coronato un sogno che avevamo da tanti anni», racconta Alessandra Speciale, «da tanto tempo seguiamo la cultura urbana giovanile africana, cercando di cogliere e interpretare le scintille di creatività e di innovazione che partono dalle grandi città, dalle metropoli, di cui si parla sempre troppo poco. Da qui nasce l'idea di focalizzarci sulla cultura urbana dei tre continenti». Allo stesso tempo la direzione artistica ha raccolto la sollecitazione del Comune di Milano che quest'anno lancia il palinsesto primaverile culturale con il tema "Ritorni al futuro". Altro stimolo concomitante: la ventunesima Esposizione internazionale della Triennale di Milano dal titolo XXI century. Design after design.
  
«Abbiamo contattato il Lagosphoto festival» continua la Speciale, «il primo appuntamento internazionale di fotografia e arti visuali in Nigeria, uno dei più importanti in Africa. Siamo riusciti a portare a Milano parte della mostra fotografica dello scorso anno e l'abbiamo intitolata Designing Africa 3.0. Così, Designing Future mette insieme diversi tasselli e suggestioni, il design e la tensione verso il futuro da costruire». L'obiettivo è quello che accompagna il festival fin dalle sue origini, quando è stato promosso da don Francesco Pedretti, sacerdote della diocesi di Milano che nel 1959 diede vita al Coe: delineare un'immagine diversa, realistica, complessa, non stereotipata, del continente africano (e di quelli latinoamericano e asiatico), lasciando che siano gli artisti, i registi, i documentaristi del continente stesso a raccontarlo. «Il nostro intento è mostrare il lato più moderno e creativo dell'Africa - senza negarne le tradizioni e i problemi - per cominciare a dialogare con quel mondo alla pari, rendendoci conto che tra una città come Lagos, ad esempio, e Milano ci sono molti punti in comune dal punto di vista della cultura urbana».

La sezione tematica della rassegna cinematografica presenta cinque film. Tra questi, un documentario che racconta la rivoluzione in Burkina Faso, Una révolution africaine (Una rivoluzione africana. I dieci giorni che hanno fatto cadere Blaise Compaoré) di Gidéon Vink e Boubacar Sangaré, un film di Leyla Bouzid sulla rivoluzione tunisina, A peine j'ouvre les yeux (Come apri gli occhi), e un documentario di Rama Tiaw, The revolution won't be televised (La rivoluzione non andrà in televisione) sul movimento di protesta giovanile sorto in Senegal nel 2011, che ha influito sulle ultime elezioni presidenziali nel Paese. 

E sempre a proposito di design, creatività e futuro, nell'ambito del festival viene presentato ufficialmente il  progetto LABA Douala, Libre Académie des Beaux-Arts: si tratta della neonata Accademia di belle arti indipendente promossa nella capitale economica del Camerun dal Centro orientamento educativo insieme al LABA (Libera Accademia di belle arti) di Brescia. «Abbiamo presentato questo progetto al presidente Sergio Mattarella durante la sua recente visita nella nostra sede in Camerun», spiega Prashanth Cattaneo, vicepresidente del Coe. «Nel 1992 il Centro orientamento educativo ha aperto in Camerun l'Istituto di formazione artistica, una scuola equiparata al liceo artistico, che per tanti anni è stato un punto di riferimento per tutta l'Africa centrale. Per anni abbiamo promosso in Africa progetti nel campo dell'arte. A un certo punto abbiamo cercato di capire cosa fare per qualificare l'impegno, dare un segno di innovazione e abbiamo così raccolto la proposta del LABA di Brescia di promuovere insieme un'accademia. Ora siamo al primo anno accademico, siamo partiti con cinque studenti camerunesi. Stiamo lavorando per ottenere in seguito delle borse di studio».  

Lo scopo dell'Accademia è formare talenti e costruire professionalità nei settori della moda, del design e della grafica. Il progetto sarà presentato mercoledì 6 aprile al Festival center all'incontro "Le infinite possibilità del design.  Educazione, Africa, innovazione", con gli interventi di Stefano Boeri, architetto e urbanista, e Paul-Henri Souvenir Assako Assago, direttore del LABA di Douala. Per informazioni sul progetto in Camerun si può scrivere una email a: p.cattaneo@coeweb.org. Per informazioni sul Festival del cinema africano, sito Internet: www.festivalcinemaafricano.org.

(Nella foto: "Startlist sport" di Andile Buka, Lagos  photo

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