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Ferrara, Giubileo eucaristico per un miracolo avvenuto 850 anni fa

Era il 28 marzo 1171, Pasqua: allo spezzar del pane, l'ostia consacrata divenne carne e ne uscì un forte fiotto di sangue che macchiò la piccola e bassa volta sovrastante l'altare. Lo speciale Anno Santo fino al 28 marzo 2022. La memoria di quell'evento, ha affermato il vescovo, monsignor Gian Carlo Perego, ricorda che “possiamo con i nostri sensi percepire realmente la presenza di Gesù, morto e risorto, oggi come ieri"


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Un Giubileo eucaristico che inizia oggi per concludersi il 28 marzo del prossimo anno. Lo ha proclamato l’ arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, in occasione dell’ 850mo anniversario del miracolo eucaristico del prodigioso Sangue di Ferrara.

Era il 28 marzo 1171 e la Chiesa quell’ anno celebrava la Pasqua. Nella chiesa, oggi Basilica di Santa Maria in Vado a Ferrara, durante la solenne celebrazione eucaristica, presieduta dal priore dei canonici regolari Pietro da Verona, mentre veniva spezzato il pane, dalla particola, divenuta carne, fuoriusciva un fiotto di sangue che macchiava la piccola e bassa volta sovrastante l’ altare: lo spruzzo fu così violento e abbondante da rimanere asperso il catino posto sull’ altare. I numerosi fedeli che gremivano la chiesa rimasero stupefatti: alcuni affermarono di aver visto, oltre al fiotto di sangue, l’ ostia di color sanguigno. Il segno del sangue, ancora visibile nella volticina della Basilica, ricorda come l’ Eucaristia, spiega il rettore, don Fabio Ruffini in una intervista sul settimanale Maria con Te di questa settimana, “nasce dalla Pasqua ed è per voi e per tutti, una presenza e un dono non per una sola persona, ma per la Chiesa e per il mondo”.  

Il Giubileo eucaristico incrocia la Settimana Santa: una “Domenica di Passione” che diventa – ha dice monsignor Perego aprendo nel pomeriggio di domenica 28 marzo il Giubileo – “una Domenica eucaristica”. Il miracolo eucaristico che in questo luogo avvenne 850 anni fa “ha ricordato nei secoli” e ricorda a noi oggi” che “possiamo con i nostri sensi percepire realmente la presenza di Gesù, morto e risorto, oggi come ieri e per sempre. Realtà e Sacramento si richiamano continuamente, in forza non dei nostri gesti, ma della Parola di Cristo. Gesù Servo ha voluto continuare ad essere vicino a noi, incontrarci sacramentalmente, con le sue parole e i suoi gesti, nei diversi momenti della nostra vita. Tanto più la Chiesa è ‘Serva’ di questa presenza del Signore, tanto più cammina, cresce, si rinnova”. Il miracolo eucaristico di Ferrara “ci ricorda che quando noi dubitiamo di questa presenza reale, si rompe la comunione, la verità è dimenticata e tradita, ai sentimenti di Gesù subentrano i nostri sentimenti che talora non traducono lo stile di servizio del Maestro, ma l’ egoismo, l’ individualismo, il formalismo, il tradizionalismo”. Il presule ferrarese, che ha voluto indire questo anno giubilare e ha voluto scrivere una lettera pastorale alla diocesi estense – evidenzia che nel santuario della città è rimasto il segno di “questo sangue dell’ alleanza”. E’ un segno “impegnativo che ci chiede di non tradire Gesù, come Giuda nel Vangelo e i tanti Giuda della storia, nostri fratelli, di non insultarlo come alcuni sul Calvario, ma di seguirlo nell’ abbandono al Padre, nel dono della vita ai fratelli. Il sangue di Gesù, insieme al sangue di tanti Santi e martiri di ieri e di oggi, ai tanti testimoni della fede di ogni giorno ci ricorda che la fede e l’ obbedienza a Dio impegna la vita, chiede talvolta anche la vita”.

La Basilica di Santa Maria in Vado è oggi una chiesa ricca di opere d’ arte. Qui si trovano opere dedicate alla Vergine di Carlo Bononi, Bastianino, Domenico Mona, Camillo Filippi, Giulio Cròmer, Gabriele Bonaccioli. Ma anche una antica icona della Madre di Dio della Passione e la volticina della Basilica che ricorda il miracolo eucaristico. Macchie di sangue oggi conservate in un piccolo tempio che oggi i fedeli possono ammirare sull’ intonaco della volticina accedendo ad esse da due scale di marmo. Come hanno anche fatto illustri visitatori come Giovanni Paolo II il 20 settembre 1990. Nell’ Eucaristia – scrive monsignor Perego nella lettera ai fedeli – “non incontriamo il corpo-cadavere di Gesù, ma ognuno di noi, il nostro corpo e la nostra vita incontra il corpo e la vita di Gesù: la nostra storia incontra la sua storia, le sue parole e i suoi gesti che la risurrezione non ha cancellato, ma trasformato in un eterno presente».

Questo Giubileo rappresenta l’ occasione per “rinnovare la nostra fede nella presenza sacramentale di Gesù Cristo nell’ Eucaristia, per noi e per tutti”. E per questa occasione, come ricorda il rettore, don Ruffini, la Penitenzieria Apostolica ha concesso “il dono straordinario dell’ indulgenza plenaria” con le consuete modalità da oggi pomeriggio alla sera del 28 marzo 2022. “Il dono dell’ indulgenza plenaria, il significato profondo del Giubileo così come emerge dalle Sacre Scritture e dalla viva Tradizione della Chiesa, nonché – aggiunge don Ruffini in un articolo per il settimanale diocesano - il ricco simbolismo connesso al segno del Sangue prezioso ci spingano a ricercare sempre di più la piena riconciliazione non soltanto con Dio, Padre nostro che è nei cieli, ma anche con tutti i fratelli e le sorelle che vivono in questa nostra casa comune, che è l’ amato pianeta Terra”.

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