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Fede e tradizione: le Confraternite per la Sindone

A una settimana dall'attesa visita di papa Francesco, il pellegrinaggio davanti al Sacro Telo di circa 10 mila aderenti a un centinaio di Confraternite, giunte da tutta Italia con i loro costumi, i loro stendardi e i loro crocifissi. La storia di un modo originale di vivere il proprio credo e la carità. Molto diffuso al Sud, ma non solo.


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Veli ricamati per le donne. Lunghi cappucci o copricapi d'altra foggia  per gli uomini. Circa 10 mila pellegrini in divise turchesi, bianche, nere e rosse, accompagnati da grandi croci in legno, argento e oro, da insegne, da stendardi: un tripudio di colori, pagine di storia che parlano attraverso i nomi scelti e i costumi indossati, ma soprattutto una festa per gli occhi, per il cuore, per l’ anima. Il XXIII Cammino delle Confraternite delle diocesi d’ Italia è andato ben oltre l’ impatto emotivo di una sfilata per le vie del centro storico. Si è svolto a Torino, sabato 13 e domenica 14 giugno, a una settimana esatta dalla visita di papa Francesco, atteso il 21 giugno, e si è articolato in una serie di eventi culturali e religiosi, culminati nel passaggio davanti alla Sindone.

Come patrono, il beato Pier Giorgio Frassati

A coordinare l'intero programma è stata la Confraternita del Santo Sudario, con il patrocinio della Città di Torino. «L’ ostensione della Sindone ha confermato la scelta della Confederazione di organizzare qui il nostro cammino – ha spiegato Pier Cesare Carcheri, presidente della Confraternita del Santo Sudario – La scelta, però, era già stata fatta in considerazione di due importanti anniversari della Chiesa torinese nel 2015: il bicentenario della nascita di don Bosco e il 90° anniversario della morte del beato Pier Giorgio Frassati, nostro patrono».

Infine nella mattina di domenica 14 giugno, la Messa solenne,  in piazza Arbarello, presieduta dall'arcivescovo monsignor Cesare Nosiglia, seguita dalla processione e dal pellegrinaggio davanti alla Sindone. «Abbiamo registrato circa 5000 partecipanti – ha annunciato Massimo Borghesi, segretario del Santo Sudario e vicecoordinatore regionale del Piemonte e Valle D’ Aosta della Confederazione delle Confraternite – Le Confraternite iscritte alla processione sono un centinaio. Spicca tra tutte la presenza dei confratelli liguri con i loro crocifissi intagliati nel legno e decorati di foglie dorate. Pesano dagli 80 ai 130 chili e vengono trasportate dai cristezanti, di solito ex camalli dei porti. Alla processione di Torino si sono contate un’ ottantina di croci».

Nate nel Medioevo, vivissime ancor oggi

Nate come strumenti di carità e di nuova evangelizzazione, fin dal Medioevo le Confraternite hanno svolto compiti a sostegno della collettività. Preservazione dei beni artistici e architettonici, assistenza verso le fasce delle persone più deboli sono le forme più attuali con cui le Confraternite esprimono il loro carisma. Fenomeno diffuso soprattutto al Sud dell’ Italia, le Confraternite hanno svolto funzioni centrali anche in Piemonte. «In quanto gruppi organizzati, uniti da ideali e progetti comuni, queste Confraternite vengono oggi riscoperte dai giovani – ha considerato monsignor Giuseppe Ghiberti, rettore della Confraternita del Santo Sudario e presidente onorario della Commissione diocesana per la Sindone – Si fondano sulla collaborazione tra religiosi e laici e in molti casi hanno raggiunto risultati efficaci, che incidono positivamente nella società. Il rischio è che le manifestazioni più appariscenti di queste congregazioni abbiano il sopravvento sulla sostanza. Tuttavia anche i segni hanno la loro importanza, in quanto simboli di fede».

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Torino, domenica 14 giugno. Un momento della sfilata delle Confraternite giunte in città da tutta Italia in pellegrinaggio per la Sindone. Foto di Paolo Siccardi/Sync.
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