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Fare il prete non è un lavoro

Il Papa alla veglia nella notte che chiude l'Anno sacerdotale: pregate e anche riposatevi. Il clericalismo si combatte con l'amore. L'esempio di Madre Teresa.


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Essere "servi e non patroni del Vangelo", dice il cardinale Hummes prefetto della Congregazione per il clero. E’ la veglia di preghiera per i sacerdoti di tutto il mondo. Sul sagrato una suora prega per "i sacerdoti convolti negli scandali", unico accenno alla questione degli abusi sessuali in questa serata di festa, preghiera e di lezione di un Papa sul sacerdozio.

Joseph Ratzinger risponde alle domande dei sacerdoti dei cinque continenti e ammette che è "difficile essere parroco". Il rischio è che il sacerdozio diventi "un lavoro per qualche ora". Indica tre priorità: i sacramenti, l’ omelia, e la carità per chi più soffre. E poi dice ai sacerdoti: "Qualche volta riposatevi".. E "pregate, perché la preghiera non deve essere una cosa marginale". Poi fa il teologo. Un prete africano gli chiede della teologia di oggi che sembra non trattare di Dio. Lui spiega che è sempre stato così, che c’ è sempre stata una teologia "arrogante" che dimentica Dio. Ma, osserva "non tutti i teologi sono così", anche se "abusi ci sono" e qualcuno rischia perfino "il ridicolo": "L’ unica vera teologia è quella stimolata dall’ amore, che non esclude mai le novità del Vangelo".

Sul celibato risponde: "E’ uno scandalo solo per il mondo dove Dio non esiste". Così come il clericalismo è "una tentazione" che si tiene lontana solo con "l’ amore per gli altri", esattamente come ha fatto Madre Teresa: "L’ amore è il contrario del clericalismo". Ma tutto ciò si può fare solo se non si trasforma il sacerdozio in un lavoro. Benedetto XVI non trova la parola italiana e dice "job" in inglese. Lo applaudono a lungo quando ripete: "Il sacerdozio non è una professione come un’ altra".

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la veglia a San Pietro
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