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Marche, vivere come in Alaska

Le nevicate continuano a flagellare buona parte del Paese. La gestione dell'emergenza a Fabriano, nell'entroterra marchigiano, una delle zone più colpite del Centro-Italia.


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La neve non concede tregua al Centro-Sud; non conosce sosta nelle Marche, regione sommersa ormai da una settimana, e dove la situazione è particolarmente critica nella provincia di Pesaro e Urbino. A Fabriano (provincia di Ancona), cittadina fra le montagne dell'entroterra marchigiano, dopo una pausa nella giornata di sabato, che aveva fatto intravedere uno spiraglio di luce, nella serata di ieri ha ricominciato a nevicare. L'emergenza non è affatto finita e durerà ancora per giorni, spiegano dal distaccamento dei vigili del fuoco di Fabriano. «Ora, poi, dobbiamo lottare anche contro il vento», dice il capo del distaccamento Massimo Spreca, «che annulla il nostro lavoro perché riporta sulle strade tutta la neve spalata, che ha raggiunto anche tre metri. Nel vicino Comune di Sassoferrato ieri sera la visibilità era ridotta a zero a causa delle raffiche che alzavano la neve e abbiamo dovuto smettere di lavorare». Il vento. Il famigerato blizzard di cui si parla da giorni, quel particolare fenomeno atmosferico, molto più frequente in Nord America che da noi, che provoca tempeste di neve, di varia intensità, a bassissime temperature.

Ormai da una settimana i vigili del fuoco lavorano senza sosta, sempre in prima linea, per portare avanti al meglio il loro compito: il soccorso tecnico a persone, animali e cose, con priorità ovviamente per le persone. «Normalmente qui al distaccamento siamo sette, operativi in cinque. In questi giorni siamo in media una ventina: sono arrivati rinforzi dalle zone costiere delle Marche e anche da Bari, da dove è arrivata un'autoscala. Inoltre, lavoriamo con una turbina mandata da Bolzano», dice ancora Spreca. Un'idea del lavoro che stanno compiendo ce la danno i numeri: 400 interventi eseguiti in otto giorni - a fronte di una media annuale di 1.200 interventi -, lavorando a turni 24 ore su 24, dalle 8 del mattino alle 8 del giorno dopo.    

«Noi del distaccamento fabrianese abbiamo la competenza su quattro Comuni: Fabriano, Cerreto d'Esi, Genga e Sassoferrato con tutte le relative frazioni. Se pensiamo che Fabriano è il Comune più vasto delle Marche e uno dei più grandi d'Italia, si può immaginare quanto lavoro abbiamo: solo questo Comune comprende una rete di 500 chilometri di strade», chiarisce Spreca. «In questi giorni, oltre a verificare nelle abitazioni i rischi di cedimento e sfondamento dei tetti e le tubature, abbiamo dovuto raggiungere varie case e famiglie che erano rimaste isolate nelle frazioni montane», racconta il capo del distaccamento.

E se i mezzi di trasporto non bastano o si rivelano insufficienti, ci si muove anche a piedi, con le ciaspole ai piedi, armati di pazienza, pur di arrivare dalle famiglie in difficoltà. E' avvenuto così per arrivare in una piccola frazione, Colleridente di Nebbiano: «Siamo andati a fare la spesa per una famiglia rimasta isolata e bisognosa di generi alimentari e gliel'abbiamo portata facendo un lungo tratto a piedi». Non solo la spesa, ma anche le medicine: «Con la ricetta del medico siamo andati a comprare i medicinali e li abbiamo portati alle persone anziane, anche in città, che non possono uscire di casa». L'aiuto, poi, ai Tir bloccati per le strade; e il soccorso a una signora incinta, rimasta bloccata con suo marito nell'auto seppellita dalla neve appena fuori Fabriano.

Anche nel 2005, ricorda Spreca, ci fu una nevicata particolarmente intensa, ma allora la gestione dell'emergenza fu molto più facile. Nulla di paragonabile alla situazione di questi giorni. E, anche quando smetterà di nevicare, non si potrà tirare un sospiro di sollievo. Ci sarà ancora tanto lavoro da fare: «Non appena le temperature saliranno di nuovo, ci troveremo ad affrontare un altro grosso problema: gli allagamenti delle abitazioni».

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I pompieri al lavoro (tutte le foto sono del distaccamento dei vigili del fuoco di Fabriano).
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