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Consumi: fare "la cosa giusta" si può

L'ultima edizione della fiera "Fa la cosa giusta!" ha avuto grande successo puntando sul consumo critico, per tutte le tasche. E ha indicato nuovi percorsi di vita più "sostenibili".


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L’ offerta di prodotti equi e solidali diventa trasversale: dal settore storico, l’ alimentazione, si allarga al tessile, alle calzature, ai servizi bancari e assicurativi, al turismo. Con un occhio più attento ai prezzi, perché diventi possibile cambiare il proprio stile di vita in tutte le sue dimensioni, anche in tempi di crisi economica. La tendenza è apparsa chiara all’ ultima edizione di Fa’ la cosa giusta! 2012, la fiera del consumo critico e degli stili di vita sostenibili, conclusa domenica 1 aprile al nuovo quartiere fieristico di Milano (www.falacosagiusta.it). Questi i numeri finali: 29mila metri quadrati di spazio espositivo; 700 gli espositori tra imprese, cooperative, istituzioni pubbliche e organizzazioni non profit, suddivisi in undici sezioni tematiche; oltre 67mila i visitatori (in lievissimo calo sul 2011). Duemila studenti di 100 scuole hanno visitato la fiera, liberamente o partecipando ai numerosi laboratori in calendario.

La stessa organizzazione del salone è stata pensata nell’ ottica della responsabilità: messa al bando l’ acqua imbottigliata, sostituita da tre chioschi allestiti da aziende pubbliche del servizio idrico, che hanno dissetato i visitatori con acqua di rubinetto, sia liscia che frizzante; sedili, scaffalature e stand realizzati in cartone riciclato, oppure con ecopallet, rivisitati e trasformati in pezzi di arredamento, belli ed eleganti nella loro essenzialità. L’ accesso ai disabili era semplicissimo (verificato personalmente con persone in carrozzina); ottimi i servizi per la famiglia, a partire dall’ ingresso, dove le neomamme potevano lasciare il passeggino e prendere in prestito una fascia portabebé in cotone biologico, per girare più liberamente tra gli stand.
Un’ intera area tematica, il Pianeta dei piccoli, è stata poi dedicata ai bambini, con spazi per l’ allattamento e il cambio dei neonati, distribuzione di braccialetti antismarrimento con scritto il numero di cellulare dei genitori, ma soprattutto tanti spazi per giocare, tra cui persino una vera falegnameria in miniatura. Un aspetto che ha caratterizzato l’ edizione 2012 è stata la partecipazione del pubblico, che non si è limitato a curiosare o acquistare, ma si è fatto coinvolgere dalle numerose occasioni di mettersi alla prova nei laboratori, sperimentando le tecniche artigianali di panificazione, orticoltura e produzione di saponi e profumi naturali.

L’ ampiezza delle merceologie presenti in fiera testimonia come il concetto di responsabilità sociale e ambientale attraversi ormai un po’ tutti i settori. Ad esempio i gioielli, con l’ offerta di oro e diamanti dotati di certificazione etica che garantisce il rispetto dei lavoratori e la protezione dell’ ambiente. E’ in espansione anche il comparto dei servizi, con l’ offerta di polizze assicurative agevolate per i volontari delle associazioni, di cure sanitarie a soggetti particolarmente fragili come i malati terminali, di prodotti di investimento che selezionano gli impieghi di capitale in base a parametri etici e non solo di profitto. Importante infine la presenza di attività produttive “ad alto contenuto di legalità” , realizzate su siti confiscati alle mafie oppure legate ad associazioni di commercianti contro il pizzo.
Un gruppo di espositori di Fa’ la cosa giusta! ha ideato durante l’ evento la "Carta etica", che impegna l’ azienda a rispettare le norme di sicurezza, verificare come lavorano i propri fornitori, rispettare le leggi fiscali e sul lavoro, evitare qualsiasi legame con la criminalità organizzata. Una "autocertificazione" di legalità che diventerà obbligatoria dal 2013 come ulteriore e imprescindibile criterio di selezione per partecipare alla fiera.

Non solo imprese e associazioni, ma anche la pubblica amministrazione si dimostra sempre più sensibile all’ impatto ambientale e sociale delle proprie scelte sulla comunità di riferimento. La Scuola delle buone pratiche è un esempio interessante di formazione e condivisione di esperienze amministrative di successo in diversi campi, dal risparmio energetico alla mobilità sostenibile, alla battaglia per la legalità. La Scuola ha partecipato alla fiera mettendo a disposizione del pubblico l’ esperienza di cinque Comuni lombardi che hanno lavorato per migliorare la qualità della vita comunitaria nel proprio territorio.

"Fa’ la cosa giusta!" torna l’ anno prossimo dal 15 al 17 marzo 2013, quando festeggerà il decennale.


 



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