Immagine pezzo principale

F-35, Bersani: meglio tardi che mai

Salvo qualche eccezione individuale, il Pd ha approvato la Riforma della Difesa voluta dal ministro Di Paola, acquisto dei cacciabombardieri incluso. Era l'11 dicembre 2012. Adesso...


Pubblicità

Meglio tardi che mai. «Bisogna assolutamente limitare le spese militari sugli F-35, la nostra priorità non sono i caccia ma il lavoro»: Pier Luigi Bersani ha detto una cosa di sinistra (Nanni Moretti docet)  raccogliendo una delle bandiere del mondo pacifista e sfidando a casa propria Antonio Ingroia e il suo elettorato. «Bravo Bersani, le ali da tagliare sono quelle dei cacciabombardieri», ha applaudito a stretto giro di Twitter Nichi Vendola. Critico, molto critico, invece, Antonio Di Pietro: «Bersani versa lacrime di coccodrillo» dopo aver votato «le politiche di un Governo che ha lavorato per le lobby delle armi».

Una cosa è certa. L'11 dicembre 2012 il Pd non s'è opposto alla Riforma della Difesa voluta ostinatamente dal ministro Di Paola, acquisto degli F-35 incluso. La Camera ha definitivamente approvato la legge con 294 sì, 53 astenuti e solo 25 no. Il Pd si è espresso a favore. Tra le poche voci apertamente dissenzienti, quella del deputato Andrea Sarubbi: «Si liberano soldi per l’ acquisto dei cacciabombardieri e di altri 70 programmi d’ armamento, in un momento in cui si chiedono alle famiglie sacrifici. Tra le guerre ad alta densità inseguite dall’ ammiraglio Di Paola e gli interventi di polizia internazionale iscritti nella carta dell’ Onu c’ è una gran differenza. Per questi motivi, annuncio il mio voto di astensione, in dissenso dal mio gruppo parlamentare».

C'è sempre tempo per rivedere le proprie posizioni. E migliorarle. Vedremo se le intenzioni espresse dal segretario del Pd candidato premier in caso di vittoria verranno tradotte in azioni di Governo. Per il momento, ci misuriamo con un'unica certezza. La spesa imbizzarrita. I costi relativi ai cacciabombardieri, infatti, sono notevole aumentati: si è passati da un preventivo iniziale di 80 milioni di dollari per velivolo a 127,3 milioni di dollari per aereo. Se va bene. Perché in una variante più sofisticata si arriva a 137,1 milioni per F-35 di ultima generazione. Mica poco in tempo di spending review. A rendere note queste cifre non sono i pacifisti ma il generale Claudio  Debertolis, segretario generale della Difesa e direttore nazionale degli armamenti, in una lunga intervista al magazine Analisi Difesa.

La mobilitazione di ampi settori dell'opinione pubblica, non viene meno. Dopo la presa di posizione di Pax Christi (Svuota gli arsenali, vota la pace) ecco quella della Campagna  “Taglia le ali alle armi” che in tre anni è riuscita a raccogliere l'adesione di oltre 77.000 cittadini, 670 associazioni e più di 80 Enti locali, e che in un comunicato  (F-35,spreco e problemi: è ora di cambiare rotta) ricorda, tra l'altro, che se si cancellasse tutto il programma di acquisto l'Italia non sarebbe tenuta a pagare penali.

Immagine articolo
Foto Ansa.
Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo