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«È vietato frequentare una parrocchia diversa dalla nostra?»


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ANNA E ROSSANA - Ci hanno detto che bisogna frequentare solo la propria parrocchia e che anche i ragazzi devono essere iscritti al catechismo nella propria parrocchia. Dio non è ovunque?

Nessuna norma costringe a frequentare solo la propria parrocchia territoriale; si tratta piuttosto di un’ opportunità di carattere logistico, soprattutto nei centri di origine rurale. C’ è invece un’ esigenza di carattere teologico, derivante dal Battesimo, che impegna il fedele a fare Chiesa, la famiglia di Dio, e a manifestare ciò chiaramente, nel modo più vero possibile, partecipando abitualmente e responsabilmente alla vita di una concreta comunità cristiana (cfr. Catechismo della Chiesa cattolica, 1267-1270). Il catechismo, o meglio l’ iniziazione cristiana, non è semplicemente comunicazione di una dottrina seguita dalla celebrazione di alcuni riti, ma introduzione alla vita di quella Chiesa che si rende visibile nelle singole comunità, non necessariamente legate alla geografia, quanto piuttosto all’ Eucaristia. Non si tratta di fare dell’ infantile campanilismo, ma di non ridurre la chiesa a una semplice e casuale “stazione di servizio” religioso e di fare della comunità cristiana l’ immagine profetica del regno di Dio «dove tutti possano sentirsi accolti, amati, perdonati e incoraggiati a vivere la vita buona del Vangelo» (Evangelii gaudium 114).

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