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Draghi e i vaccini: «Con che coscienza la gente salta la fila? Riapriremo ma in sicurezza»

Il premier alla Regioni: «Smettetela di vaccinare chi ha meno di sessant’ anni... se riduciamo il rischio delle classi più esposte si riapre tutto con tranquillità». Sulla scuola: «Vogliamo dare ai ragazzi almeno un mese pieno di attività scolastica, consentire loro di finire l’ anno insieme»


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Richiama il senso civico degli italiani sulla campagna vaccinale stigmatizzando l’ ampliamento indiscriminato delle liste delle cosiddette “categorie speciali”, soprattutto in alcune regioni. Tocca lo spinoso caso AstraZeneca, conferma il prossimo obiettivo di 500mila vaccini al giorno che è raggiungibile già dalle prossime settimane e afferma che per le riaperture non c’ è ancora una data perché tutto dipende dall’ andamento dei contagi e dall’ affollamento delle terapie intensive, avvertendo che bisogna riaprire sì, e il prima possibile, ma in sicurezza. E si rivolge direttamente alle Regioni: «Smettetela di vaccinare chi ha meno di sessant’ anni... se riduciamo il rischio delle classi più esposte si riapre tutto con tranquillità».

Il premier Mario Draghi a Palazzo Chigi tiene la terza conferenza stampa del suo mandato dopo l’ incontro con gli enti locali sul Piano nazionale di ripresa e resilienza ed è l’ occasione per fare il punto sulla pandemia che continua a tenere gran parte del Paese in zona rossa e arancione, con pesanti misure di contenimento.

«Ma con che coscienza ci sono persone che saltano la lista d’ attesa cercando di farsi vaccinare prima, pur sapendo che in questo modo si lascia esposto a rischi chi ha più di 65 anni o qualche fragilità e, di conseguenza, un rischio concreto di morte?», chiede il presidente del Consiglio che spiega: «La disponibilità dei vaccini non è calata, anzi sta risalendo. E non ho dubbi sul fatto che gli obiettivi vengano raggiunti». L'obiettivo è di 500 mila dosi somministrate ogni giorno.

Draghi ha precisato che la disponibilità di dosi permetterà di «vaccinare entro aprile tutti gli over 80 e anche gran parte degli over 75» e che la scelta di mettere in sicurezza prima le categorie più deboli sarà propedeutica anche alle riaperture. L’ ultimo decreto copre l’ intero mese di aprile, ma prevede anche — ha sottolineato il capo del governo — la possibilità di rivedere i provvedimenti sulla base dei numeri».

Sul caso AstraZeneca è intervenuto il presidente del Consiglio Superiore di Sanità, Franco Locatelli, accanto a Draghi: «Il vaccino AstraZeneca è approvato dai 18 anni in su senza limite superiore. È solo raccomandato in virtù delle riflessioni fatte per la popolazione over 65 ma non è certo proibito», ha spiegato, «se fossi un cittadino sarei anche particolarmente rassicurato dalla efficienza della vaccino vigilanza e dalla reattività. Il bilancio tra i benefici e i rischi della vaccinazione rimane largamente favorevole». Draghi ricorda che «Dovremmo continuare vaccinarci» anche negli anni a venire «perché ci saranno delle varianti». E aggiunge: «Sono molto incoraggiato dal clima che c'è: non si possono addossare responsabilità a una parte sola: gli eventi sono stati molto complicati. Ora la fase è dirimente. Vaccinare nelle classi più esposte al rischio è interesse delle regioni per aprire la loro economia in sicurezza».

Rispondendo alle domandei dei giornalisti presenti in sala stampa, il premier ricorda anche che «Nei dati il crollo di fiducia in AstraZeneca si vede meno di quanto uno potesse aspettarsi. Continueremo a dare un messaggio rassicurante, che non viene dato a cuor leggero ma con grande serietà, partecipazione, comprensione. Io mi sono vaccinato con AstraZeneca e mia moglie anche».

«Vogliamo dare ai ragazzi almeno un mese pieno di lezioni in presenza»

Proprio sul calendario delle riaperture e degli allentamenti delle misure, Draghi oggi ha incontrato anche il leader della Lega, Matteo Salvini, e con lui ha affrontato in particolare proprio il tema del ritorno alla normalità. «La miglior forma di sostegno sono le riaperture — ha detto Draghi, riconoscendo che dietro le manifestazioni dei giorni scorsi, al netto della violenza mai giustificabile, c’ è anche «disperazione» —. Io voglio che le prossime settimane siano all’ insegna della riapertura, ma riapertura in sicurezza. A partire dalle scuole: vogliamo dare ai ragazzi almeno un mese pieno di attività scolastica, consentire loro di finire l’ anno insieme».

Sull’ allentamento delle misure, il premier ha sottolineato che «quanto più celermente si procede con le vaccinazioni, tanto più si procederà con le riaperture». Draghi ha però ribadito che solo garantendo la tutela vaccinale alle categorie a rischio sarà possibile pensare di riaprire. «Non ho una data — ha precisato il premier — perché dipenderà dai dati di diversi parametri. Uno è quello dei contagi, ma anche quello delle vaccinazioni sarà fondamentale».

Il passaggio dalle riaperture degli esercizi commerciali alle previsioni sulla stagione turistica estiva è breve. Draghi ha spiegato che anche in questo caso manca una previsione di data. «Il ministro Garavaglia dice a giugno. Speriamo, magari anche prima chi lo sa». In ogni caso, «non diamo per abbandonata la stagione turistica, tutt’ altro. E pensiamo anche alla stagione fieristica: sono molti gli appuntamenti in Italia tra maggio e ottobre che dobbiamo provare a salvare».

I cronisti chiedono a Draghi conto se intende utilizzare il vaccino russo Sputnik: «Ci hanno detto che le capacità produttive attualmente sono molto limitate, in dosi non interessanti. Se le consegne» degli altri vaccini «verranno rispettate l'Italia ha tutti i vaccini che servono per questo anno», la risposta del premier. Sulla situazione economica ricorda che «è previsto che il ministro Franco presenterà prima il Def dove viene definito lo scostamento, poi il Parlamento lo vota e poi presenteremo il decreto che conterrà sostegni e riaperture. Le dimensioni saranno probabilmente superiori di quello precedente».

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