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Dopo un anno, un video e tanta nebbia... 365 giorni senza Giulio

È già passato un anno da quando, il 25 gennaio 2016, si persero le tracce di Giulio Regeni, giovane ricercatore originario di Fiumicello (Udine). E un anno dopo, la verità sulla sua sparizione e morte sembra ancora lontana. È stato un anno di menzogne, depistaggi e mezze verità. Un anno di dolore terribile per famiglia. Un anno di smarrimento per l’ Italia. Un anno difficile. Ma con sviluppi recentissimi nelle indagini...


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Gli ultimi sviluppi delle indagini, con il rilascio di alcuni verbali da parte delle autorità egiziane, la diffusione del video che ritrae il giovane ricercatore mentre parla con il capo degli ambulanti del Cairo (autore egli stesso del filmato) e l’ autorizzazione accordata ai tecnici italiani e tedeschi a recarsi nella capitale egiziana, per verificare un possibile recupero di filmati delle telecamere di sorveglianza della metropolitana di Dokki, muovono le acque ancora torbide di questa terribile vicenda che, al momento, non ha un colpevole.

 

Il premier Gentiloni, proprio oggi, nel ribadire la vicinanza alla famiglia, ha confermato la propria fiducia agli inquirenti e ha auspicato ulteriori passi avanti nella ricerca della verità. Mattarella da parte sua ha chiesto «la collaborazione più ampia ed efficace affinché i colpevoli vengano assicurati alla giustizia».

 

Numerose le manifestazioni e le iniziative per ricordare Regeni e chiedere verità e giustizia: stamattina il primo appuntamento organizzato da Amnesty International all’ Università La Sapienza di Roma. Il Collegio del Mondo Unito dell’ Adriatico di Duino – in una delle cui sedi del New Mexico Regeni si è formato - ha annunciato l’ istituzione di borse di studio in memoria di Giulio: saranno assegnate a studenti egiziani, in difficoltà economiche, che risulteranno idonei a frequentare UWC a Duino. Questa sera a Fiumicello, il paese natale di Giulio, si terrà una fiaccolata, alla quale parteciperà la sua famiglia oltre a tutte le persone (e sono tantissime) che in questi mesi hanno manifestato anche silenziosamente la loro vicinanza affiggendo sui propri balconi, sui vetri delle automobili, sulle vetrine dei negozi le bandiere gialle “Verità per Giulio”. Perché qui tutti sentono di aver perso un proprio figlio. Prevista anche la presenza di Beppe Giulietti, presidente della Federazione nazionale della Stampa, in rappresentanza di tutti i giornalisti, e di Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato. Il ritrovo è fissato alle 19, mentre l’ accensione delle fiaccole avverrà alle 19.41, ora dell’ ultimo sms di Giulio.

 

È passato un anno. 365 giorni senza Giulio. E il luminoso esempio della famiglia, che si dice «inarrestabile nella ricerca della verità» e chiede «di riversarsi nelle piazze con fiaccole accese per Giulio, per coloro che non sono rispettati nei loro diritti umani», è una fiaccola accesa da 365 giorni. Che non si spegnerà.

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