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Don Bosco: oltre 200 volontari si preparano a diventare guide

Ai corsi di formazione si sono iscritte persone molte diverse per età, dai ventenni (particolarmente preziosi nel lavoro con le tante scolaresche attesa) fino ai pensionati. La media è di 42 anni. Tra i compiti principali quello di assistere e accompagnerare i pellegrini.


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Accompagneranno i pellegrini alla scoperta di don Bosco e dei luoghi in cui ha operato. Ci sono anche loro tra i preziosi volontari del 2015. Non guide professioniste, ma persone desiderose di conoscere e trasmettere agli altri uno storia unica al mondo. Per prepararli esiste, già da un anno, uno specifico corso di formazione. «L'idea, una scommessa, è nata  più che altro da necessità pratiche legate al bicentenario»,  racconta don Enrico Lupano, salesiano, responsabile del progetto. «Ci aspettavamo una partecipazione molto ridotta. E invece, con sorpresa, abbiamo notato nella gente un grande interesse».

Nel 2013 gli iscritti sono stati 120 e i primi dati di quest'anno fanno presagire una partecipazione forse ancora superiore, tanto che si è deciso di strutturare il percorso su più livelli: uno rivolto a chi inizia e uno di approfondimento, incentrato sulle tante figure di santità cresciute accanto a don Bosco.   Il “corso base” è strutturato per blocchi, che ripercorrono la vita del santo: si parte da Castelnuovo, il paesino nell'Astigiano dove don Bosco è nato, per poi spostarsi a Chieri, piccolo comune alle porte di Torino, e infine nel capoluogo piemontese, seguendo la traccia degli oratori e delle case salesiane. Ciascun blocco tematico è a sua volta diviso in due incontri: uno più teorico, l'altro di visita vera e propria. Il tutto coronato da qualche momento di ritiro spirituale.  

Ad aderire alla proposta sono persone molto diverse, dai ventenni (particolarmente preziosi nel lavoro con le tante scolaresche) fino ai pensionati. L'età media è di 42 anni. «Per frequentare il corso non è obbligatorio impegnarsi come accompagnatore – prosegue don Lupano - C'è anche chi, più semplicemente, è spinto dal desiderio di conoscere meglio don Bosco, approfondendo un'esperienza umana e spirituale straordinaria». Ma come mai un uomo nato due secoli fa continua a riscuotere tanto interesse? «Perché ha saputo porre al centro i giovani, quando nessuno si occupava di loro. Non ha costituito la comunità salesiana mettendo insieme degli adulti, ma dei ragazzi, ragazzi di strada. Oggi tutti parlano dei giovani, quanti però hanno il coraggio di renderli davvero protagonisti? Ecco perché l'esempio di don Bosco, con la sua semplicità, resta attualissimo».  

A proposito di attualità, i salesiani si sono sempre distinti per l'attenzione ai progressi tecnologici: già nell'800 avevano le macchine da stampa migliori d'Europa. E anche oggi non si tirano indietro davanti alle sfide del mondo virtuale. Pur senza rinunciare all'incontro fisico, stanno progettando di condividere alcuni contenuti del corso attraverso la rete e i social network.   Per saperne di più: guide2015@31gennaio.net

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