Immagine pezzo principale

Dio salvi Filippo di Edimburgo, ore d'ansia per la sua salute

Ritratto di un principe che ha vissuto nell'ombra regale di Elisabetta, ma la cui centenaria vita rivela molte sorprese. Pochi sanno che è un eroe di guerra e che a soli 21 anni affondò due incrociatori nazisti in cinque minuti al comando di una cacciatorpediniera di Sua Maestà


Pubblicità

Forse sarà sembrata al principe Carlo l’ ultima possibilità di riconciliarsi con quel padre al quale assomiglia più di quanto vorrebbe ammettere e del quale, mentre stava crescendo, ha fatto fatica ad accettare le aspettative e i modi bruschi.

Certo i 160 chilometri percorsi dall’ erede al trono britannico per raggiungere il “King Edward VII hospital”, mentre le regole del terzo lockdown impongono che ci si possa allontanare dal proprio quartiere solo per gravi motivi, fanno pensare che il principe Filippo stia molto peggio di quanto la famiglia reale è disposta ad ammettere.

La stampa britannica fa notare che l’ ospedale privato di Marylebone dove si trova il duca, il preferito dai reali, consente visite, in questo momento, «soltanto se i parenti si trovano in fin di vita” o “in circostanze eccezionali». E certo non è servito a rassicurare i sudditi lo sguardo triste degli occhi dell’ erede al trono, ripreso dalle telecamere dopo la sua visita, il volto coperto da una mascherina chirurgica.

Una visita di controllo cominciata il 16 febbraio, che doveva durare soltanto qualche giorno, si prolungherà fino alla fine del mese.

A preoccupare, oltre all’ età del duca, che compierà 100 anni il prossimo 10 giugno, è anche la misteriosa malattia che avrebbe provocato il suo ricovero sulla quale non si sa nulla.

Di certo c’ è soltanto che non si tratta di Covid per il quale il marito della Regina Elisabetta è già stato vaccinato insieme alla consorte.

«La famiglia reale dice pochissimo dello stato di salute dei suoi membri per evitare di dover informare in continuazione i media», spiega Robert Hardman, profondo conoscitore degli Windsor, che ha incontrato più volte la Regina alla quale ha dedicato diverse biografie e intervistato anche il duca di Edimburgo.

Il marito di Elisabetta starebbe cosi male, secondo il “royal correspondent” che gli sarà stato detto pochissimo anche della decisione del nipote Harry di lasciare ogni impegno ufficiale. «Sono sicuro che la Regina è molto preoccupata, in questo momento, per la sua salute», continua l’ esperto, «E avrà voluto proteggere il duca mentre si sta riprendendo in ospedale».

Certo non aiuterebbe il principe Filippo a recuperare le forze sapere che la coppia ha raccontato ogni segreto del difficile rapporto di Meghan con la corte alla sua amica e conduttrice Oprah Winfrey in un’ intervista che andrà in onda, durante la serata di domenica 7 marzo, sull’ emittente americana “CBS”.

Quella “vita al servizio dei sudditi” della quale la Regina Elisabetta ha parlato nel comunicato con il quale ha annunciato che «ha deciso di ridistribuire tra gli altri membri della famiglia reale gli incarichi della coppia», perché «se ci si allontana non è possibile continuare con le responsabilità e i doveri di un reale» è quella che suo marito ha vissuto per quasi 100 anni.

«I primi anni alla corte, appena sposato, sono stati durissimi per il principe Filippo», racconta ancora il biografo di Elisabetta II, «il suo ruolo era inesistente. Incoronazione, cerimonie ufficiali, incarichi di stato vedevano protagonista soltanto la Regina. Il duca, una specie di eroe di guerra, due incrociatori affondati in cinque minuti, responsabile di un cacciatorpediniere ad appena ventun’ anni, si è ritrovato senza lavoro e senza ruolo. Costretto a camminare sempre due passi dietro la moglie e a scattare in piedi al suo ingresso persino nel privato dei loro appartamenti. Eppure accettò che il suo dovere era di mettersi in disparte e sostenere la moglie. Seppe ritagliarsi un ruolo come membro fondatore del Wwf, avviando un programma di sport e volontariato per i giovani, il “Duke of Edinburgh award”, scelto, oggi, da oltre 150.000 giovani e curò i palazzi reali e l’ istruzione dei figli».

Filippo è riuscito dove Meghan Markle non ce l’ ha fatta. Inserirsi in un rigidissimo e tradizionalissimo sistema che prevede un ruolo preciso per ciascuno dei suoi membri fatto di silenzio, nessuna opinione personale o politica, centinaia di impegni pubblici al servizio dello stato, riserbo assoluto sulla propria vita privata.

La moglie del principe Harry pensava di poter operare in modo indipendente, secondo la logica di Hollywood anziché di Buckingham Palace, esprimendo le sue opinioni politiche, guadagnando soldi con sponsorizzazioni e pubblicità, scegliendo quali patronati sostenere.

«La parola chiave che Meghan e Harry usano sempre è “cambiamento sistemico” ma la monarchia è un’ istituzione sinonimo di continuità e stabilità», conclude Robert Hardman, «Certo si trasforma, inevitabilmente, insieme ai tempi, ma il suo compito non è di modificare le situazioni come fa, per esempio, il governo ma di rappresentare un punto di riferimento sicuro perché costituisce le radici stesse di questo Paese».

 

Loading

Pubblicità
Iniziative San Paolo