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De Andrè e la PFM, ecco le immagini scomparse e ritrovate

«Il suo viso mentre cantava era felice e sorridente» notano, ora, i membri della PFM che insieme a Fabrizio De André furono i protagonisti di uno storico tour musicale. Non esistevano riprese. Ora le hanno trovate e Walter Veltroni ne ha fatto un documentario distribuito in 340 sale dal 17 al 19 febbraio in occasione degli 80 anni della nascita grande cantautore.


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I numerosi fan di Fabrizio De André conoscono perfettamente le sonorità del bellissimo tour che nel 1979 celebrò, con una imprevista ma riuscita alchimia, la collaborazione tra il più grande cantautore italiano con la più importante, anche a livello internazionale, rock band italiana, la Pfm. Due mondi diversi tra loro si unirono e crearono un gioiello. mostrando che le diversità possono solo arricchire.

Purtroppo mentre quei nuovi arrangiamenti delle più celebri canzoni del cantautore genovese, incisi in due album, sono da allora conosciuti e cantati da tutti, non possiamo dire la stessa cosa delle immagini. Fu lo stesso De André, timido e refrattario ad apparire, a non volere essere mai ripreso. Salvo per il concerto del 3 gennaio 1979 quando un operatore ebbe un tiepido permesso a filmare l'intero spettacoloo ("senza farsi vedere"). Ma quelle riprese, quasi "rubate" presto sparirono in un cassetto e non furono mai utilizzate.

La caparbietà di Franz di Cioccio, frontman della PFM che aveva saputo per caso dell'esistenza di una pellicola e si incaponì a cercarla, e la compulsività  a non buttare mai via nulla del registra Piero Frattari che ne era in possesso avendo salvato i nastri dal macero, hanno permesso al regista Walter Veltroni di dar vita a Fabrizio De André e PFM. Il concerto ritrovato. Un docu-film, distribuito in 340 sale in tutta Italia il 17, 18, 19 febbraio 2020, in occasione degli 80 anni della nascita del grande cantautore.

 

Il risultato è un incredibile documentario che inizialmente racconta, attraverso la voce dei protagonisti della vicenda e del tour, la perdita e la scoperta di quelle preziose immagini. E poi finalmente le mostra, restaurate con un ottimo risultato sia sonoro che visivo. 

«Di quel concerto, di cui nessuno fino ad ora ha mai visto le immagini, mi ha stupito la bellezza della voce di Fabrizio. Noi sentivamo poco dal palco, suonavamo dietro di lui, e l'ho trovata unica per estensione e capacità di raccontare. Ma ho potuto vedere anche il suo viso senza tensioni» ha commentato Franco Mussida il chitarrista della Pfm. «Ho visto il volto felice e sorridente di De André. Si sa... lui non lo era sempre e io, dalla mia postazione, non vedevo la sua espressione quando cantava...», ha ribadito Flavio Premoli, tastierista del gruppo. «In queste immagini Fabrizio era sereno perché non sentiva il peso e la responsabilità su di sè. Lo condivideva con noi» aggiunge il bassista Patrick Djivas, che ha definito la scoperta del filmato «uno tsunami artistico musicale che fa capire perché dopo 40 anni il concerto è ancora così amato, importante e conosciuto anche dai giovanissimi».

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