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Csi, passione senza fine

Giocano sotto il sole e festeggiano 70 anni. Gli atleti del Centro sportivo italiano aspettano il Papa in uno speciale "villaggio dello sport" allestito a Roma in via della Conciliazione, davanti a San Pietro


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Giocano sotto il sole migliaia di atleti di tutte le età. Giocano sul sagrato del Papa e festeggiano 70 di sport con l’ anima, quello dove si gareggia perché ci si vuole bene, valori del gioco pulito, dell’ agonismo schietto, intrecciati da 70 anni dal Csi, il Centro sportivo italiano. Campi provvisori allestiti in via della Conciliazione per la più grande festa dello sport mai vista davanti a casa del Papa.

Francesco è atteso per la sera spettacolo di sport e passione a chiudere una giornata memorabile. C’ è tutto: calcio, pallavolo, basket, piste di atletica, ma anche tatami, karate, e arti marziali, fino al ping pong e al calciobalilla. La parola d’ ordine è divertirsi, nonostante il caldo, nonostante il sole. E poi la musica, i balli, il picnic, in un tripudio di magliette colorate, di cappellini di tutti i colori. Sono venuti da tutta Italia, alcuni perfino a piedi percorrendo la via Francigena, altri in bicicletta fin dal Nord, giro d’ Italia speciale a tappe per incontrare allo sprint finale Papa Francesco.

Monsignor Nunzio Galantino celebra al mattino la messa nella chiesa della Traspontina giusto a metà di via della Conciliazione e ricorda la grande sfida lanciata 70 anni fa allo sport dal Csi, nato dall’ Azione Cattolica per dare ai giovani speranze sempre in accordo con il Vangelo. Lo sport è passione e fratellanza e lui il Segretario generale della Cei lo sa bene, perché è stato sportivo e non dimentica. Era saltatore in alto e poi arbitro nel Csi, uno che adesso può dire ai ragazzi come si fa a saltare ancora più in alto verso Dio. Galantino racconta del Papa come un atleta, che trae forza dalla preghiera.

Spiega: “Grandi prestazioni possono nascere dal silenzio autentico e dalla preghiera. E avere Dio come allenatore fa di noi persone vincenti”. Poi cita Yuri Chechi “meglio una sconfitta pulita che una vittoria sporca” per indicare la strada giusta dello sportivo e del mondo che gira intorno allo sport e ricordare il ruolo del Csi. “Il Csi è un valore aggiunto perché riesce a mettere insieme ragazzi rendendoli persone nuove a affidabili, cioè convinte che la voglia di vincere non si allea con l’ imbroglio e la sopraffazione di chi è meno abile”. Alla fine Galantino lancia un appello agli sportivi: “Rifiutate di contribuire ad ingrossare le fila di coloro che stanno dalla parte dei presunti vincitori. WE’ meglio che facciate parte degli scarti e delle riserve”. Alla fine della messa il presidente del Csi Massimo Achini ha donato a Galantino il “Discobolo d’ oro” e una tuta del Csi.

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