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Francesco: «Con il diavolo non c'è alcun dialogo possibile»

Nella prima domenica di Quaresima il Papa commenta il Vangelo di Marco e le tentazioni patite nel deserto. Il ricordo di Santa Faustina Kowalska


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"Oggi, prima domenica di questo tempo liturgico, la Quaresima, la Parola di Dio ci indica la strada per vivere in maniera fruttuosa i quaranta giorni che conducono alla celebrazione annuale della Pasqua", dice il Papa accogliendo i fedeli riuniti in Piazza San Pietro per la recita dell'Angelus. Per Francesco "nelle tentazioni Gesù mai dialoga con il diavolo, o lo scaccia via o lo condanna o fa vedere la sua malizia, ma mai un dialogo. Nel deserto sembra che ci sia un dialogo, ma Gesù non risponde con le sue parole, mai. Risponde con la parola di Dio, con tre passi della scrittura. Questo per tutti noi, quando si avvicina il seduttore, la tentazione è dialogare con lui, come ha fatto Eva, se noi entriamo in dialogo con lui saremo sconfitti. Mettete questo nella testa e nel cuore. Con il diavolo non c'è dialogo possibile, solo la Parola di Dio". Dopo l'Angelus  il Papa passa ai consueti saluti. "Oggi il mio pensiero va al Santuario in Polonia dove 90 anni fa il Signore Gesù si manifestò a Santa Faustina Kowalska affindandole uno speciale messaggio della Divina Misericordia. Mediante San Giovanni Paolo II quel messaggio è giunto al mondo intero. Gesù confido in te". L'ultimo saluto del Papa è per i giovani e gli adulti del gruppo Talithà Khum. Ecco il testo integrale dell'Angelus.

 

Cari fratelli e sorelle, buongiorno!
Mercoledì scorso, con il rito penitenziale delle ceneri, abbiamo iniziato il cammino della

Quaresima. Oggi, prima domenica di questo tempo liturgico, la Parola di Dio ci indica la strada per
vivere in maniera fruttuosa i quaranta giorni che conducono alla celebrazione annuale della Pasqua.
È la strada percorsa da Gesù, che il Vangelo, con lo stile essenziale di Marco, riassume dicendo che
Egli, prima di incominciare la sua predicazione, si ritirò per quaranta giorni nel deserto, dove fu
tentato da Satana (cfr 1,12-15). L’ Evangelista sottolinea che «lo Spirito sospinse Gesù nel deserto»
(v. 12). Lo Spirito Santo, disceso su di Lui subito dopo il battesimo ricevuto da Giovanni nel fiume
Giordano, lo stesso Spirito ora lo spinge ad andare nel deserto, per affrontare il Tentatore. L’ intera
esistenza di Gesù è posta sotto il segno dello Spirito di Dio, che lo anima, lo ispira, lo guida.
Il deserto. Fermiamoci un momento su questo ambiente, naturale e simbolico, così importante
nella Bibbia. Il deserto è il luogo dove Dio parla al cuore dell’ uomo, e dove sgorga la risposta della
preghiera. Ma è anche il luogo della prova e della tentazione, dove il Tentatore, approfittando della
fragilità e dei bisogni umani, insinua la sua voce menzognera, alternativa a quella di Dio. Infatti,
durante i quaranta giorni vissuti da Gesù nel deserto, inizia il “duello” tra Gesù e il diavolo, che si
concluderà con la Passione e la Croce.

Tutto il ministero di Cristo è una lotta contro il Maligno nelle sue molteplici manifestazioni:
guarigioni dalle malattie, esorcismi sugli indemoniati, perdono dei 
peccati.
Dopo la prima fase in cui Gesù dimostra di parlare e agire con la potenza di Dio, sembra che
il diavolo abbia la meglio, quando il Figlio di Dio viene rifiutato, abbandonato e, infine, catturato e
condannato a morte. In realtà, proprio la morte era l’ ultimo “deserto” da attraversare per sconfiggere
definitivamente Satana e liberare tutti noi dal suo potere.

Ogni anno, all’ inizio della Quaresima, questo Vangelo delle tentazioni di Gesù nel deserto ci
ricorda che la vita del cristiano, sulle orme del Signore, è un combattimento contro lo spirito del male.

Ci mostra che Gesù ha affrontato volontariamente il Tentatore e lo ha vinto; e al tempo stesso ci
rammenta che al diavolo è concessa la possibilità di agire anche su di noi con le tentazioni. Dobbiamo
essere consapevoli della presenza di questo nemico astuto, interessato alla nostra condanna eterna, al
nostro fallimento, e prepararci a difenderci da lui e a combatterlo. La grazia di Dio ci assicura, con la
fede, la preghiera e la penitenza, la vittoria sul nemico.
Nel tempo di Quaresima, lo Spirito Santo sospinge anche noi, come Gesù, ad entrare nel
deserto. Non si tratta – abbiamo visto – di un luogo fisico, ma di una dimensione esistenziale in cui
fare silenzio, metterci in ascolto della parola di Dio, «perché si compia in noi la vera conversione»
(Orazione colletta I Dom. di Quaresima B). Siamo chiamati a camminare sui sentieri di Dio,
rinnovando le promesse del nostro Battesimo: rinunciare a Satana, a tutte le sue opere e a tutte le sue
seduzioni. Ci affidiamo alla materna intercessione della Vergine Maria.

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