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Preghiera e condivisione, la ripresa sulle orme di don Benzi (e di Sandra Sabattini)

I circa 190 delegati giunti a Rimini in rappresentanza dei 2.242 appartenenti a vario titolo alla grande rete di carità attiva in 40 Paesi del mondo hanno messo a fuoco la rotta dopo la pandemia. Le riflessioni del presidente Giovanni Paolo Ramonda e di don Aldo Buonaiuto.


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Commuove i delegati il ricordo di Bruno De Luca, radiologo catanese che aveva accolto in famiglia bimbi e ragazzi con la sindrome di down. Membro della Comunità Papa Giovanni XXIII, è stato  portato via dal Covid-19 il 5 febbraio di quest'anno. Il virus lo aveva colpito allimprovviso;  le sue condizioni si sono aggravate in pochi giorni. E il  rispetto delle disposizioni per il contrasto al Covid-19 ha reso irriconoscibile  anche la consueta Tre giorni generale dell'Associazione di Don Benzi, che ogni anno riunisce a Rimini membri e simpatizzanti provenienti dai circa 40 Paesi del mondo in cui è presente.

Sabato 24 luglio, solo i delegati delle varie zone sono potuti accorrere al Palacongressi per l'assemblea annuale. «Bruno de Luca — Il Presidente Giovanni Paolo Ramonda lo ricorda nelle prime battute della sua relazione annuale — è stato per tutti noi, fratello e maestro nella vocazione. Il nostro cammino si intreccia al suo; ha fatto della sua professione medica un santuario, accogliendo in maniera privilegiata i poveri che il Signore gli inviava ogni giorno».

Il percorso associativo dell'ultimo anno, culminato con l'assemblea di ieri, ha approfondito il modello economico dell'Economia di condivisione che trova fondamento nell'enciclica Laudato Si' di Papa Francesco.  La riflessione sull'amministrazione condivisa delle ricchezze tracciata dal Pontefice rende attuale la Società del gratuito immaginata da Don Oreste Benzi: «Nessuno può trovarsi privato del necessario».  «Il nostro sguardo — spiega Ramonda — si sposta subito oltre alla grave crisi del Covid-19; va al cambiamento climatico che porta a migliaia di profughi in cammino. Il nostro impegno è per quei bambini che hanno ancora fame, che non hanno accesso allacqua, alle cure e alleducazione scolastica». Nei documenti preparatori ha spiegato: «All'interno del percorso sull'enciclica Laudato si' avviato dalla Chiesa lavoriamo alla rimozione delle cause che producono le ingiustizie, rendendo attuale il concetto di ecologia integrale di Papa Francesco. L'Economia di condivisione che proponiamo valorizza la dignità di ogni persona e  costituisce un'alternativa al modello dominante orientato al profitto».

La Comunità Papa Giovanni XXIII ha aderito alla campagna per la decarbonizzazione delle realtà ecclesiali lanciata da Papa Francesco durante la Settimana Laudato si' di maggio 2021. E dunque arriva dalla base la richiesta di crescere nell'adozione di forniture di energia rinnovabile, e di favorire l'installazione di impianti fotovoltaci anche in terra di missione.  L'associazione renderà permanente il gruppo di lavoro che ha raccolto queste e altre proposte, per guidare  nei prossimi anni l'attuazione di una vera e propria transizione ecologica.

La pandemia ha portato strumenti nuovi.  Fra le innovazioni portate dai delegati c'è la  richiesta di rendere strutturale la diminuzione degli spostamenti associativi vissuta nell'ultimo anno, limitando anche nel futuro gli incontri di persona  a circa un terzo. «La comunicazione a distanza ha aperto uno squarcio, in cui improvvisamente i nostri missionari e le persone delle periferie diventano più presenti: centinaia di persone hanno iniziato  a partecipare ai dibattiti associativi e agli incontri tematici», rilancia Ramonda.

Ed è stato per la prima volta un mandato missionario ricevuto a distanza quello che al mattino ha investito, durante la celebrazione delle Lodi, 4 famiglie e 7 singoli.  Durante la Santa Messa del pomeriggio, trasmessa in streaming, presieduta da don Aldo Buonaiuto, sono state accolte ben 105 richieste di verifica vocazionale all'interno dell'associazione, un anno di discernimento; 65 nuovi membri, invece,  sono stati confermati nella scelta di vivere nella propria vita la Spiritualità del povero. «ll miracolo dei pani continua nella storia dei santi e dei martiri», ha affermato don Buonaiuto. «Prosegue anche ai nostri tempi. Questo modo di essere della condivisione ha colpito il cuore del nostro fondatore don Oreste Benzi, in alleanza con la beata Sandra Sabattini e i santi della porta accanto, e insieme a tutti noi innamorati di Gesù che condividiamo la vita, insieme a coloro che hanno osato mettersi in gioco con il poco che hanno. Gesù ci provoca: dove andremo a comprare il pane che manca? Come pensi di rispondere al bisogno della famiglia umana del pane che manca? Da quali venditori di pane ti rivolgi? Abbiamo i pessimisti, i realisti, i fatalisti. E poi abbiamo i Santi, coloro che scelgono la via della santificazione, che scelgono l'autostrada del Cielo per dirla con il beato Carlo Acutis, che scelgono la via dell'Eucarestia del pane che si spezza».

«Noi testimoniamo con la nostra vita che Gesù Eucarestia ci abita», ha concluso don Aldo Buonaiuto. «Cristo ci insegna a farci piccoli, a farci veramente umili. La sua forza dell'umiltà nell'amore costruisca la storia della Chiesa; quei Santi che si sono fatti piccoli sono diventati giganti nella carità. Come don Oreste: "gigante della carità",nell'essere umile e forte allo stesso tempo».

Proseguono le iniziative ordinarie, più tipiche della Papa Giovanni, fra cui merita menzione il progetto Miriam per la formazione di volontari e professionisti impegnati nel contrasto alla violenza contro le donne.  La relazione  presentata in assemblea (dati 2020) conta 476 strutture dell'associazione nel mondo (case famiglia, realtà di accoglienza, famiglie aperte, centri di aggregazione o altro), con 3626 accolti di cui l'80% residenziali; non comprende le realtà di condivisione informale come le presenze nei campi profughi, nelle baraccopoli, nei villaggi. Fra i dati 2020 brilla quello dei 92 bambini venuti alla luce grazie al sostegno del numero verde per la vita nascente.

Ma quello in corso verrà ricordato dai figli spirituali di don Benzi essenzialmente come l'anno della beatificazione di Sandra Sabattini (1961-84): il 24 ottobre si terrà a Rimini la celebrazione eucaristica presieduta, salvo imprevisti, dal Cardinale Marcello Semeraro, Prefetto della Congregazione delle cause dei Santi. La giovane Sandra, volontaria nelle comunità terapeutiche per le vittime delle dipendenze dell'associazione di Don Benzi, era deceduta a soli 23 anni il 2 maggio '84, a causa di un incidente stradale. La sua testimonianza di fede è emersa con forza nelle parole lasciate scritte sul suo diario, pubblicato postumo. La cerimonia di beatificazione originariamente prevista il 14  giugno 2020 era stata rimandata a causa della pandemia.

Ramonda infine ha congedato l'assemblea nel corso del suo terzo mandato; dopo circa 16 anni l'incarico si interromperà nel 2023. Nei prossimi due anni verrà infatti modificato lo Statuto associativo secondo le indicazioni della Santa Sede; si arriverà poi ad una indicazione, nell'affidamento in preghiera allo Spirito Santo, del suo successore.

                                                                                                     Marco Tassinari

 

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Don Oreste Benzi, 1925-2007.
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