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Quei comportamenti aberranti di uomini di Chiesa

Il dubbio di un nostro abbonato: «E' possibile che percentuali così alte di uomini possano adottare comportamenti così aberranti? Nella Chiesa, che finalmente ha deciso di guardare in faccia la realtà e di assumersi le proprie responsabilità, c’ è qualcuno che sta cercando di capire quale sia l’ origine di questo problema?». La risposta del direttore di Famiglia Cristiana, don Antonio Rizzolo


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Caro padre, ho recentemente avuto modo di vedere il film Spotlight e, dopo alcuni giorni, di leggere i risultati dell’ inchiesta condotta a Ratisbona. Le confesso il mio profondo rammarico e la sofferenza provata nel pensare che proprio le persone alle quali con fiducia affidiamo i nostri figli possano macchiarsi di tali nefandezze. Condivido in pieno la sua risposta data al lettore sul numero 31 di Famiglia Cristiana e mi ripeto che la Chiesa è fatta di uomini che sono deboli, ma io credo in Cristo e nel suo Vangelo.

Un dubbio però mi torna in mente: è possibile che percentuali così alte di uomini possano adottare comportamenti così aberranti? Nella Chiesa, che finalmente ha deciso di guardare in faccia la realtà e di assumersi le proprie responsabilità, c’ è qualcuno che sta cercando di capire quale sia l’ origine di questo problema? Mi permetto di avanzare l’ ipotesi che il voto di castità sia forse troppo pesante e difficile da rispettare per molte persone e che quindi alcuni cadano nel peccato senza più distinguere il tipo di errore: ben diverso è avere rapporti sessuali con adulti rispetto a molestare bambini. Quello che voglio chiederle è: ora che si è scoperto questo grande problema che cosa si sta facendo per evitare che continui a ripetersi?

LETTERA FIRMATA

La Chiesa, in particolare con papa Benedetto XVI e ora con papa Francesco, ha preso seri provvedimenti perché il grave crimine della pedofilia sia perseguito. Tra le altre cose, Francesco ha scritto nel giugno dell’ anno scorso una lettera apostolica intitolata “Come una madre amorevole”, nella quale non solo ribadisce come la Chiesa deve prendersi cura e proteggere con affetto soprattutto i più deboli e gli indifesi, ma deve anche agire «con severità estrema con i sacerdoti che tradiscono la loro missione, e con la loro gerarchia, vescovi o cardinali, che li proteggesse, come già è successo in passato».

Da questo punto di vista, la Chiesa sta agendo in modo forte, anche se non è l’ unica realtà dove avvengono casi di violenza sui minori. La stessa inchiesta sui fatti di Ratisbona è stata sollecitata dalla diocesi. Cosa fare oltre a questo? La soluzione non è abolire il voto di castità (o, per i preti diocesani, la promessa di celibato).

Tante violenze verso i piccoli avvengono addirittura in famiglia. La risposta, per i credenti, non solo preti o religiosi, è tornare al Vangelo, che ci spinge all’ amore vero, all’ impegno verso gli altri, al servizio generoso, alla preghiera. Gli atti di pedofilia, infatti, non sono solo una perversione sessuale, ma una forma di potere che diventa sopraffazione verso chi è debole e indifeso.

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