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Brexit e dintorni, comincia l'era di Boris Johnson

L'ex sindaco di Londra è il nuovo primo ministro del Regno Unito. Il suo principale obiettivo è attuare l'uscita della Gran Bretagna dall'Unione europea entro il 31 ottobre di quest'anno.


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Boris Johnson è il nuovo primo  ministro del Regno Unito. Il 14° che riceve l’ incarico dalla Regina Elisabetta. Martedì Johnson era stato incoronato nuovo leader del partito conservatore britannico. Johnson ha prevalso nettamente (66 per cento dei voti degli iscritti al partito) sul  suo rivale Jeremy Hunt. La vittoria ha automaticamente catapultato Jonhson al numero 10 di Downing Street, la residenza del primo ministro britannico.

Giovedì mattina la premier uscente Theresa May ha partecipato al suo ultimo dibattito alla Camera dei Comuni, poi è andata a Buckingham Palace per presentare le sue dimissioni alla Regina.

Boris Johnson, 55 anni, sposato e separato, quattro figli, ex giornalista, biografo di Winston Churchill, sindaco di Londra dal 2008 al 2016, ex ministro degli esteri realizza così il suo sogno di diventare primo ministro della Gran Bretagna.

“Un’ ambizione è stata esaudita, ma ora che cosa accade per la Gran Bretagna” è il titolo della prima pagina del Guardian. Johnson ha detto chiaramente che io suo governo avrà tre priorità: attuare la Brexit, unire il Paese e sconfiggere Jeremy Corbin, il leader del partito laburista.
Johnson, da sempre sostenitore della Brexit (l’ uscita del Regno Unito dall’ Unione Europea) vuole realizzare il suo obiettivo entro il 31 ottobre di quest’ anno. Nel caso, anche senza un accordo con l’ Unione Europea, un evento che potrebbe creare seri problemi all’ economia e ai rapporti commerciali del Regno Unito. Vedremo se ne sarà capace, visto che finora la Brexit (scelta dai britannici con un referendum nel giugno del 2016) ha già fatto saltare due primi ministri: David Cameron e Theresa May.

Johnson ha fatto anche altre promesse: reclutare 20.000 nuovi poliziotti, costruire nuovi ospedali, aumentare i fondi per l’ istruzione, creare lavori “verdi”, risolvere la crisi del sistema di assistenza sociale. Johnson dovrà anche gestire la crisi con l’ Iran, dopo il sequestro di due petroliere britanniche da parte delle autorità iraniane.

Molte promesse, ma è difficile capire quali saranno le mosse di Johnson, spesso accusato di incoerenza e di una gestione caotica dei dossier. Da questo punto di vista non mancano le somiglianze (anche nell’ acconciatura) con Trump, anche se Johnson è certamente più colto del presidente americano. Sarà interessante vedere quale sarà la meta del primo viaggio all’ estero di Johnson, a parte il G7 previsto a Biarritz, in Francia, dal 24 al 26 agosto. Sceglierà Bruxelles o Washington?

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