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Cibo e solidarietà per Expo: nasce a Milano il Refettorio Ambrosiano

Nasce a Milano il Refettorio Ambrosiano, una nuova mensa per i poveri che sarà realizzata nel quartiere Greco di Milano, unendo le eccellenze dell’ arte, del design e della cucina.


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Cibo e solidarietà per un'Expo che nutra davvero il pianeta. È questo l’ obiettivo del Refettorio Ambrosiano che nascerà per i mesi dell’ evento nel quartiere di Greco a Milano. Nel vecchio teatro della chiesa di San Martino che verrà ri-adibito a mensa, “refettorio” perché nel senso etimologico del termine reficere permetta a chi non ha nulla di rifocillarsi e in qualche modo ripartire. Dalla primavera del prossimo anno alla fine dell’ evento, 40 cuochi di fama mondiale per un mese cucineranno le eccedenze di Expo per ribadire che il cibo non si spreca.

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Noi lavoreremo con ciò che avanzerà in Expo» spiega Massimo Bottura che ha lanciato l’ idea e ha coinvolto alcuni dei suoi più quotati colleghi di tutto il mondo. «Avremo due camion frigo che gireranno per raccogliere ciò che gli altri padiglioni ci metteranno a disposizione, trasformeremo tutto quello che sarà scartato proprio come facevano i contadini di una volta, le famiglie che non avevano niente durante la guerra. È da lì che bisogna partire è quella la scintilla di speranza, è attraverso l’ umiltà che possiamo di nuovo alimentare la passione e il sogno nel nostro Paese».

«Il mondo oggi ha fame non solo di cibo, ma di tutto ciò che questo rappresenta: generosità, bellezza, amore – ha detto Davide Rampello, curatore padiglione zero e palinsesto eventi Expo 2015 che ha immaginato il progetto del Refettorio Ambrosiano coinvolgendo artisti e designer -. L'idea che prende forma nel Refettorio Ambrosiano è di creare un modo concreto e duraturo per testimoniare il senso del bello e del buono che è insito nell'alimento, anima e fulcro del senso dell'esistenza». Il Refettorio Ambrosiano, infatti, vedrà in azione il Politecnico di Milano che curerà la ristrutturazione del teatro. Gli ambienti saranno impreziositi da opere d’ arte create per l’ occasione da alcuni dei principali artisti contemporanei: Enzo Cucchi, Carlo Benvenuto, Maurizio Nannucci, Mimmo Paladino, Giuseppe Penone.

«Il fatto che uomini di talento che si sono meritati il successo con il lavoro si siano messi assieme nasce da un desiderio di solidarietà che dà speranza alla città meticcia che, lo si voglia o no, è Milano» è il commento dell’ arcivescovo Angelo Scola.

Il Refettorio ambrosiano sarà un’ esperienza stabile che continuerà a funzionare anche oltre la conclusione di Expo. Caritas Ambrosiana che lo gestirà da subito, garantirà la continuità del progetto, inserendolo in una rete integrata di servizi alla persona capace di offrire un percorso completo di accompagnamento e promozione umana. Il Refettorio conterà in tutto 90 posti e distribuirà pasti caldi agli utenti dei centri di ascolto della Caritas, dei servizi specifici, del Rifugio per senza tetto della Stazione Centrale. La gestione sarà affidata ad una cooperativa sociale ma si avvarrà anche al contributo dei volontari.

Nel quartiere Greco, inoltre, il Refettorio si affiancherà ad un altro importate servizio: un nuovo e moderno centro diurno che sarà realizzato accanto al Rifugio Caritas di via Sammartini sotto la Stazione Centrale. L’ intervento reso possibile dal Gruppo Ferrovie dello Stato che ha donato gli spazi sarà integrato con il Rifugio e il Refettorio Ambrosiano. Insieme i tre servizi Caritas faranno del quartiere Greco - il quartiere della Stazione Centrale e dunque storicamente il primo luogo di approdo per chi arriva a Milano - un polo moderno di accoglienza.

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