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E se capitasse anche a me di morire?

Una domanda che può aiutarci a comprendere quali sono le cose che riteniamo importanti. La riflessione di Gaetano Piccolo


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Nei giorni dell’ epidemia ci siamo ritrovati a fare i conti con il numeri dei morti. Numeri che non avremmo mai immaginato. Neppure un bollettino di guerra sarebbe stato forse così disastroso. Davanti al numero di medici e infermieri che hanno perso la vita, anzi, che hanno dato la vita, mandati a combattere forse senza un equipaggiamento adeguato, davanti al numero dei sacerdoti morti, probabilmente perché non hanno rinunciato a stare fino alla fine vicino alla loro gente, mi sono posto anch’ io – lo ammetto – questa domanda: e se capitasse anche a me di morire? Prima di quest’ epidemia, forse tutti noi credevamo, per lo più, di essere quasi eterni, potenti, capaci di tenere la vita sotto controllo. E invece ci siamo scontrati con la nostra fragilità. Un nemico invisibile, che non ti accorgi neanche come sia entrato dentro di te, e che piano piano ti porta via il respiro. Ho provato a pensarci: se dovesse capitami di morire mi dispiacerebbe soprattutto per quelle poche persone a cui forse mancherebbe la mia parola o il mio affetto. La maggior parte probabilmente dimenticherebbe in fretta. Se dovesse capitarmi di morire sarei tutto sommato contento della mia vita perché mi sono sentito amato da Dio: sì, non ho dubbi che la mia vita sia benedetta da Lui. Ciò che mi mancherebbe sarebbe soprattutto la possibilità di dire alle persone più care tutto il mio affetto. E mi dispiacerebbe aver perso l’ occasione di perdonare coloro che mi hanno ferito. È stata una bella occasione provare a rispondere a questa domanda, perché mi ha aiutato a comprendere meglio quali sono le cose che oggi ritengo importanti. Forse ho scoperto anche delle strade che vorrei percorrere e delle possibilità che vorrei darmi. Chissà, potrebbe essere questa la grande occasione da non perdere dopo il dramma di questa epidemia. So che non è facile trovare questo coraggio, mi rendo conto che preferiamo non pensarci, ma forse possiamo provare tutti a chiederci: e se capitasse anche a me di morire?

Inviate le vostre domande a lettori.credere@stpauls.it

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