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Challly dirige l'orchestra della Scala per la canonizzazione di Paolo VI

Stasera a Brescia verrà eseguita Missa Papae Pauli, Messa composta nel 1964 da Luciano Chailly, già direttore musicale del Teatro alla Scala, in onore dell’ allora Papa Montini


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Stasera 30 maggio, l’ indomani della festa liturgica di San Paolo VI, nell’ ambito del Festival Pianistico Internazionale di Brescia e Bergamo (in programma dal 15 aprile al 10 giugno) si tiene al Teatro Grande di Brescia il Concerto straordinario per la Canonizzazione di Paolo VI con  Riccardo Chailly che dirige l’ Orchestra e il Coro del Teatro alla Scala
Grande sottolineatura nel corso della presentazione a quel fortissimo rapporto che Paolo VI ebbe con gli artisti e con la creazione artistica come manifestazione del trascendente: voleva diventare l’ amico degli artisti, "coloro i quali riescono ad esprimere l’ ineffabile", soleva ripetere e hanno ricordato coloro i quali gli hanno vissuto accanto negli anni bresciani. Da qui passava il suo abbraccio al mondo. In particolare tra tutte le discipline artistiche  la musica ebbe più a cuore, “la musica ripeteva spesso, la più immateriale delle espressioni d’ arte, ha la sua parola da dire per esprimere il brivido d’ assoluto”.

Emozionanti le parole e il ricordo del Maestro Chailly dichiaratosi entusiasta di tornare a dirigere al Teatro Grande di Brescia nell’ ambito del Festival Pianistico Internazionale, un "teatro dall’ acustica eccezionale”.
«Mio padre nel comporre la Missa nel 1964 fu ispirato dal viaggio in Terra Santa di Paolo VI, gli consegnò la prima partitura nell’ estate del 1964 a Castel Gandolfo. Ricordo che mio padre che raccontava spesso quanto lo colpì lo sguardo emozionato e commosso degli occhi di Paolo VI nel riceverla e la sua voce attraverso la quale passava tanto del suo carisma.
Luciano Chailly per la Missa, della durata di 22 minuti, scelse la struttura col Coro a 6 voci e l ’ Orchestra, con il timbro delle campane voleva dare soprattutto il senso dell’ infinito. 
Era un compositore molto evoluto nell’ uso della dodecafonia, quindi nell’ uso di un linguaggio complesso, armonico e melodico, in questo caso però se ne volle staccare, tornò ad un modo antico che avvicinò molte più persone, spettatori sempre commossi. 
La prima esecuzione fu a Parigi nel febbraio del 1967, un mese dopo a Roma con l’ Orchestra della Rai. Il 12 aprile del 1967 si tenne un’ udienza in Vaticano proprio per consegnargli il nastro della prima registrazione».
Chailly infatti dirigerà la Missa Papae Pauli, Messa composta nel 1964 dal padre Luciano, già direttore musicale del Teatro alla Scala, in onore dell’ allora Papa Montini.
L’ omaggio al Papa del Maestro Chailly e dell’ Orchestra e Coro del Teatro alla Scala assume poi un significato ulteriore, in quanto Paolo VI è stato arcivescovo di Milano dal 1954 fino all’ elezione a Pontefice (1963). Inoltre la data del 30 maggio è strettamente legata al giorno stabilito da Papa Francesco per la memoria liturgica di San Paolo VI, che si terrà il 29 maggio, a ricordo dell’ ordinazione sacerdotale di Montini avvenuta nel 1920. 
Per rendere l’ evento ancora più inclusivo, il concerto del 30 maggio sarà trasmesso in diretta in piazza Paolo VI grazie a un maxi schermo predisposto dal Comune di Brescia. 
Il programma del concerto prevede la Missa Papae Pauli per coro a sei voci e orchestra di Luciano Chailly e la Sinfonia n°1 di Johannes Brahms.
 

La Missa Papae Pauli venne composta da Luciano Chailly (1920–2002) nel 1964 in onore di Papa Montini, salito al soglio pontificio nel ’ 63. Questa composizione, a differenza delle altre di quel periodo, non sfrutta il linguaggio seriale della dodecafonia ma una scrittura più libera nel suo fluttuare tra atonalità e politonalità. Tratto distintivo è la sua profonda concentrazione spirituale che sprigiona un’ espressività sentita, ma al contempo non esibita e nemmeno compiaciuta, per certi versi dolorosa.
La prima esecuzione assoluta si svolse nel 1964 al Foro italico con l’ Orchestra della Rai di Roma diretta da Ferruccio Scaglia. Insieme alla prima partitura Luciano Chailly donò a Montini anche il nastro di registrazione Rai. È suo figlio infatti Riccardo Chailly a ricordare quanto molto forte è il legame che suo padre aveva con la Missa, tanto che sulla sua tomba ha voluto fossero scolpite le ultime parole della composizione “Dona nobis pacem”.

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Riccardo Chailly
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