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«Cattolici, la politica vera si impara al catechismo»


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Caro don Antonio, anche il cardinale Bassetti, nella prolusione alla recente riunione della Cei, ha invitato i cattolici a fare politica pur senza specificare come. Peraltro sembra ormai abbandonato l’ obiettivo della riedizione di un partito dei cattolici. Se è così, allora è bene che i cattolici entrino senza remore nelle attuali o future formazioni politiche compatibili con la fede cristiana, anche perché è da queste strutture che escono le persone impegnate nelle istituzioni statali ai vari livelli.

Tuttavia, per poter sostenere i valori cristiani ed essere incisivi è necessaria una formazione specifica che non può essere riservata a pochi frequentanti le scuole di formazione politica organizzate qua e là, bensì deve riguardare tutti coloro che frequentano la catechesi per bambini, ragazzi e adulti. Pertanto durante il percorso di catechesi deve essere riservato uno spazio adeguato alla dottrina sociale della Chiesa affinché valori quali “scelta preferenziale dei poveri”, “centralità della famiglia”, “primato della dignità della persona rispetto al mercato e all’ economia”, “difesa della vita” ecc. siano portati avanti a destra, al centro e a sinistra. Credo quindi che la Chiesa debba invitare con fiducia i fedeli all’ impegno non solo nel sociale, ma anche più propriamente nei partiti e debba fare lo sforzo necessario per formarli a tale compito. Penso che l’ Italia necessiti di questa immissione di spirito nuovo.

MARIO OLIARI - Salò

Grazie, caro Mario, per questa esortazione. Mi auguro che davvero la catechesi, a tutte le età, non trascuri, ma anzi dia il giusto spazio alla dottrina sociale della Chiesa. Segnalo, a questo proposito, che oltre ai diversi documenti del magistero pontificio esiste un importante testo di riferimento intitolato Compendio della dottrina sociale della Chiesa, a cura del Pontificio consiglio della giustizia e della pace. La sua lettura farebbe bene a tutti, in particolare ai cattolici che intendono impegnarsi in politica.

Mi limito a citare i titoli del quarto capitolo, dove sono enunciati i principi della dottrina sociale della Chiesa: il bene comune, la destinazione universale dei beni, la sussidiarietà, la partecipazione, la solidarietà, i valori fondamentali della vita sociale (la verità, la libertà, la giustizia). Senza dimenticare la carità, che «deve essere riconsiderata nella sua autentica valenza di criterio supremo e universale dell’ intera etica sociale».

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