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Il vescovo di Assisi: «Da tutto il mondo chiedono le reliquie di Carlo Acutis»

Nella città del Poverello, dove è sepolto, le celebrazioni per la festa del giovane beato che ricorre il 12 ottobre. Mons. Sorrentino e la devozione verso questa figura diffusa in ogni parte del globo: «C’ è qualcosa di misterioso, che si spiega solo con i disegni di Dio. Carlo, con la sua giovinezza “normale”, è il simbolo della santità “possibile”. Arrivano tante segnalazioni di grazie di ordine spirituale e anche fisico»


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Martedì 12 ottobre ricorre la memoria liturgica del beato Carlo Acutis che è stato beatificato ad Assisi esattamente un anno fa, il 10 ottobre 2020. Per l’ occasione sono tante le iniziative e le celebrazioni che si terranno a partire da sabato nella chiesa di Santa Maria Maggiore-Santuario della Spogliazione dove si trova la tomba del giovane.

Tra gli appuntamenti previsti, sabato 9 ottobre, alle ore 16, il pellegrinaggio dei giovani; alle ore 17,30 il santo Rosario e a seguire alle ore 18 la santa Messa presieduta dal custode della Porziuncola, fra Massimo Travascio; alle ore 21 ci sarà l’ Adorazione eucaristica. Domenica 10 ottobre in mattinata alle ore 9,30 e alle ore 11 ci sarà la santa Messa, il pomeriggio alle ore 18 la santa messa sarà presieduta dal custode del Sacro Convento, fra Marco Moroni. Lunedì 11 ottobre, alle ore 11, ci sarà la santa Messa, nel pomeriggio, alle ore 17,30, il santo Rosario e a seguire, alle ore 18, la celebrazione eucaristica presieduta dal vicario generale, don Jean Claude Kossi Anani Djidonou Hazoumé. In serata, alle ore 20,30, si terrà la veglia di preghiera dei giovani della cattedrale di San Rufino.

Il 12 ottobre, giorno della memoria liturgica del giovane milanese, esperto in informatica, che morì nel 2006 a causa di una leucemia fulminante dopo aver offerto le sue sofferenze per il Papa e per la Chiesa, alle ore 11 la santa Messa sarà presieduta dal vicario provinciale della Provincia dei Frati minori, fra Marco Gaballo. Nel pomeriggio al santo Rosario delle ore 17,30 seguirà alle 18 la santa Messa presieduta dal vescovo di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino, mons. Domenico Sorrentino. Tutti gli appuntamenti saranno trasmessi in diretta su Maria Vision (canale 602 Umbria), sulla pagina Facebook “Diocesi Assisi-Nocera-Gualdo” e sul sito della diocesi.

Il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino

«A un anno dalla beatificazione la devozione verso Carlo Acutis cresce sempre di più», ha detto in un’ intervista all’ agenzia Sir il vescovo di Assisi, mons. Domenico Sorrentino, «oltre alle migliaia di pellegrini che raggiungono Assisi dall’ Italia e dall’ Europa, ci sono riscontri da continenti ancora impediti dal Covid. Da tante diocesi ci vengono richieste reliquie. Soprattutto gli ambienti della pastorale giovanile sono molto interessati alla testimonianza di Carlo. Il fatto che la sua tomba, collocata nel santuario della Spogliazione, leghi la sua figura a quella di Francesco di Assisi rende l’ interesse ancor più vivo, Francesco, con la sua radicalità, e Carlo, con la sua semplicità, fanno “in tandem” un grande lavoro».

Il vescovo ha annunciato l’ intenzione di riaprire la tomba di Carlo per la venerazione dei fedeli dopo la breve esposizione di un anno fa in occasione della beatificazione: «Avevo già deciso una data. Ma le incerte previsioni sulla pandemia e il fondato timore che l’ apertura potesse far incrementare le visite in questi mesi che ad Assisi registrano grande affluenza mi hanno suggerito di fare marcia indietro. Renderò visibile il corpo non appena le condizioni pandemiche non daranno controindicazioni. A quel punto conto di farlo definitivamente. In questo modo non sarà necessario affrettarsi causando assembramenti difficilmente gestibili».

Sul fatto che la figura di Carlo Acutis sia sempre più conosciuta e amata in tutto il mondo, Sorrentino ha risposto: «C’ è qualcosa di misterioso, che si spiega solo con i disegni di Dio. Anche nel mondo dei santi, che ha tante espressioni e sfumature, ci sono figure emergenti e il motivo è difficile da trovare sul piano semplicemente umano. È poi da considerare il fatto che Carlo, con la sua giovinezza “normale”, ma al tempo stesso tutta incardinata su Gesù, ha un’ incredibile capacità di spiegare il Vangelo in termini essenziali. È il simbolo della santità “possibile”. Non dovrebbe essere sorprendente, ma per tanti lo è. Infine, occorre dire che, sulla figura di Carlo, c’ è stato un notevole impegno mediatico. Fatto lodevole, nella società dell’ informazione. Carlo lo meritava anche per il suo talento e apostolato informatico».

Mons. Sorrentino ha anche parlato di numerosi “segni” accaduti e segnalati dopo aver pregato Carlo Acutis: «Le grazie di ordine spirituale sono tante, stando ai racconti. In molti casi si tratta anche di grazie che attengono al fisico. Aspettiamo che venga il “miracolo” decisivo per la canonizzazione. Ci sono alcuni casi al vaglio degli esperti. Speriamo che la notizia attesa venga al più presto».

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