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Cari italiani, leggere è una passione degna di un Vip

Nel Paese in cui più della metà dei cittadini non legge nemmeno un libro all’ anno, sono stati arruolati migliaia di messaggeri per raccontare che cosa si perdono. Nella Giornata mondiale del libro, eventi in tutta Italia per l'iniziativa dell'Aie #ioleggoperché. All’ Hangar Bicocca di Milano la serata evento presentata da Rai3 in diretta alle 21.05.


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Viene in mente quel personaggio della parabola evangelica dei talenti che, anziché far crescere e commerciare il dono ricevuto, lo nasconde per paura di perderlo e che si corrompa. Con la promozione del libro e della lettura si è fino a oggi seguita la stessa strategia, timorosa e sterile: «Si parla sempre e solo di lettori, ci si rivolge sempre e solo a loro: e i non lettori? Non abbiamo mai fatto nulla per trasmettere il messaggio “Non sapete che cosa vi state perdendo”», spiega Luigi Spagnol, 55 anni dedicati come appassionato e come imprenditore di libri, amministratore delegato della Gems, il terzo gruppo editoriale italiano che raccoglie diverse case editrici storiche. Vivendo in un Paese in cui solo il 41,4 per cento dei cittadini ha letto almeno un libro nel corso del 2014 – dati Istat alla mano –, significa che finora è stata trascurata la maggioranza degli italiani.

La svolta è avvenuta con l’ iniziativa nazionale #ioleggoperché voluta dall’ Aie (Associazione italiana editori): 700 eventi su tutto il territorio che culmineranno il 23 aprile, Giornata mondiale del libro, con il coinvolgimento di associazioni, movimenti, istituzioni che racconteranno ai non lettori la bellezza della lettura. Come? «Avevamo due strumenti: i libri e i lettori, soprattutto quelli definiti “forti”», dice Spagnol. Ecco allora che gli editori – uniti come mai era accaduto prima – hanno messo a disposizione gratuitamente 240 mila testi: l’ idea è che, se ti capita di mettere gli occhi su un romanzo, un saggio, un fumetto che ti conquista, sei definitivamente convertito alla lettura. E poi bisognava arruolare i soldati di questa passione, ribattezzati per l’ occasione “messaggeri”, affinché testimoniassero il loro “amore”, come si fa fra amici quando si è vissuto qualcosa di talmente interessante che non è possibile tenerlo per sé stessi.

Nell’ esercito dei messaggeri, figurano personaggi famosi (nelle pagine seguenti ne abbiamo intervistati quattro) e gente comune. Ancora Spagnol: «L’ obiettivo era di individuarne 10 mila; siamo arrivati a 20 mila e abbiamo dovuto fermarci... Ci siamo resi conto che abbiamo avuto troppa paura a parlare di libri, mentre c’ erano migliaia di lettori». Che non aspettavano altro che comunicare il loro “talento”.

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