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Brook, un flauto davvero magico

L'anziano regista, maestro della scena mondiale, propone una interpretazione essenziale dell'opera mozartiana, soffermandosi sulla crescita interiore del protagonista.


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    L’ ottantacinquenne regista teatrale e cinematografico Peter Brook, celebre per le regie shakespeariane e per la colossale messinscena del Mahābhārata, poema epico indiano, dirige, dopo il successo a Parigi al Théâtre des Bouffes du Nord, in esclusiva per l’ Italia al Piccolo Teatro Strehler di Milano la sua reinterpretazione di Il flauto magico di Mozart, che da anni vagheggiava di portare in scena. L’ opera, rappresentata in lingua originale con i sovratitoli in italiano, diviene Un flauto magico, rielaborato, insieme al compositore Franck Krawczyk e alla drammaturga Marie-Hélène Estienne, per sette giovani cantanti e William Nadylam e Abdou Ouologuem, storici attori di colore della compagnia di Brook che ha la sua cifra stilistica nella direzione di gruppi multietnici.

   La Regina della Notte chiede al principe Tamino di liberare sua figlia Pamina rapita da Sarastro. Il giovane, con l’ aiuto di un flauto magico e del buffo Papageno, supera prove di iniziazione per liberare la fanciulla di cui si è nel frattempo innamorato, e impara a distinguere il bene dal male quando scopre che Sarastro l’ aveva sottratta alla madre che è in realtà spietata con la figlia.

   Brook rende essenziale l’ opera mozartiana, togliendo le implicazioni storico-politiche, poiché gli interessa soprattutto evidenziare la crescita interiore del protagonista attraverso le difficoltà che deve affrontare per amore. Alla maggiore linearità della vicenda, contrariamente alle regie liriche tradizionali che solitamente propongono ambientazioni fantastiche, corrisponde una scenografia sobria costruita con teli di seta e canne di bambù che vengono composte dagli attori per simboleggiare i diversi ambienti. Anche l’ orchestra viene sostituita da un solo pianoforte suonato dal vivo per accompagnare i dinamici cantanti, tutti scalzi, che si alternano agli attori rimasti spesso in scena anche per osservare lo svolgimento dell’ azione.

   Efficace diviene la magia di Mozart reinterpretata da un maestro come Brook che scandaglia l’ animo umano rivelandone mille sfaccettature: si spazia velocemente, seguendo le variazioni della musica, da momenti spensierati per la gioia di vivere ad altri drammatici per la paura della morte o di non essere amati. Le due anteprime italiane sono state dedicate dal regista, che ha sempre l’ entusiasmo di un ragazzo, esclusivamente agli under 20 anni per avvicinarli alla lirica. Il Piccolo Teatro, in collaborazione con il Comune di Milano, organizza anche un ciclo di incontri e concerti su Peter Brook, maestro di pensiero. Tra cinema e teatro tra cui da non perdere il documentario-intervista del figlio Simon all’ illustre padre: Brook secondo Brook-ritratto intimo.

Dove e quando
UN FLAUTO MAGICO da Wolfgang Amadeus Mozart liberamente adattato da Peter Brook, Franck Krawczyk e Marie-Hélène Estienne. Regia di Peter Brook. Luci di Philippe Vialatte. Al pianoforte (in alternanza) Franck Krawczyk, Matan Porat. Con (in alternanza) Dima Bawab, Malia Bendi-Merad, Leila Benhamza, Luc Bertin-Hugault, Patrick Bolleire, Jean-Christophe Born, Raphaël Brémard, Thomas Dolié, Antonio Figueroa, Virgile Frannais, Betsabée Haas, Matthew Morris, Agnieszka Slawinska, Adrian Strooper, Jeanne Zaepffel (cantanti) e William Nadylam, Abdou Ouologuem (attori). Coproduzione Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’ Europa; C.I.C.T. / Théâtre des Bouffes du Nord, Paris. Al Piccolo Teatro Strehler dal 24 febbraio al 19 marzo 2011.
Info: tel. 848/80.03.04; www.piccoloteatro.org

Immagine articolo
Una scena di Un flauto magico, rivisitazione dell'opera mozartiana ad opera di Peter Brook.
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