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Brasile 2014, la minaccia del turismo sessuale

L'allarme delle associazioni: i Mondiali di calcio potrebbero provocare un forte aumento della prostituzione, anche minorile


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Mancano poco più di sei mesi al calcio d'inizio dei Mondiali in Brasile, ma mentre l'attenzione di istituzioni e media nazionali e internazionali è tutta rivolta ai tempi di completamento di stadi, infrastrutture e ai possibili problemi di ordine pubblico, per altri all'orizzonte c'è un pericolo imminente ben più grave e concreto: la manifestazione sportiva rischia di provocare un aumento esponenziale della prostituzione e dello sfruttamento sessuale, anche dei minori.

Un'inchiesta sul campo condotta di recente dal quotidiano inglese "The Guardian" ha dimostrato che la situazione ha da tempo superato i livelli di guardia: a Fortaleza, Nordest del Brasile, sulla Juscelino Kubitschek Avenue, la grande arteria che collega il centro cittadino con lo stadio Castelao Arena, non bastano le dita di due mani per contare le ragazze e ragazzine caricate in pochi minuti dalle macchine. Fortaleza è infatti considerata la capitale brasiliana della prostituzione minorile e perciò meta ambita dai turisti sessuali di tutto il mondo.

Secondo l'Ong brasiliana Forum nazionale per la prevenzione del lavoro minorile, nel 2012 in Brasile c'erano mezzo milione di minori finiti nella rete dello sfruttamento sessuale: i dati dell'Unicef indicano che, dal 2001 a oggi, il numero è aumentato di 5 volte.

Con i Mondiali alle porte, gli attivisti temono una vera e propria esplosione della prostituzione minorile, con lo spostamento dagli Stati interni alle grandi città di migliaia di minori e protettori che cercherebbero di reclutare schiavi del sesso sempre più giovani per incontrare i desideri dei locali e dei turisti.

Tra giugno e luglio 2014 le stime prevedono un afflusso di 600 mila turisti stranieri che si muoveranno all'interno del Paese per seguire le partite. Cifre ingenti, superiori ai 10 miliardi di euro, sono stati investite in opere pubbliche per i Mondiali, in previsione di incassarne almeno tre volte tanto. Ma poco o nulla è stato investito per prevenire e combattere lo sfruttamento sessuale dei minori. Secondo il Segretariato per i diritti umani, sono stati stanziati appena 8 milioni di real (circa 2 milioni e mezzo di euro) e nemmeno tutte le città hanno messo in piedi progetti capaci di assorbire i fondi. E, a detta delle stesse associazioni impegnate, qualsiasi programma varato in extremis non potrà fare altro che scalfire la superficie del problema.

Se è vero che gli interventi programmati per la Coppa del Mondo riusciranno solo a coinvolgere la cima dell'iceberg, la speranza delle associazioni è che si possa dare il via a progetti più a lungo termine. La collaborazione e la fattiva partecipazione delle istituzioni sarebbe però necessaria.

"Ma questo argomento non è davvero parte dell'agenda di governo", afferma Denise Cesario di Fundacao Abrinq, partner brasiliano di Save the Children. "Non ravvisiamo né una chiara volontà di collaborare con il mondo del volontariato, né tanto meno l'intenzione di aumentare le risorse per combattere lo sfruttamento sessuale dei minori".

Lo sfruttamento ha radici profonde. Cecilia dos Santos, dell'Ong Cedeca che lavora per i diritti dei minori, sostiene che una cultura machista unita a povertà estrema e abuso di droghe abbiano trasformato Fortaleza nell'ambiente ideale per lo sfruttamento sessuale. "Le donne nel Nordest sono sempre state trattate come cittadine di Serie B, se non come oggetti. Molti padri vedono le loro giovani figlie come fonte di reddito ed è molto difficile superare questo retaggio culturale".

Una chiara indicazione della situazione drammatica a Fortaleza viene da una ricerca: da qui è arrivato il maggior numero di telefonate a un numero verde apposito per denunciare casi di sfruttamento sessuale di minori.

Eppure clienti e protettori raramente vengono condannati. Francisco Carlos Pereira de Andrade, pubblico ministero che si occupa di sfruttamento dei minori, riferisce che dei 2 mila casi di violenza sessuale sui minori arrivati al suo dipartimento, solo 20 riguardano prostituzione minorile.

Intercettare il fenomeno è oltretutto diventato sempre più difficoltoso. Diminuisce la prostituzione in strada e si creano vere e proprie organizzazioni di protettori, autisti di taxi e portieri d'albergo che attirano e sfruttano i minori, cosicché i turisti stranieri sono in grado di "ordinare" una baby-prostituta persino prima dell'arrivo a Fortaleza e trovarla poi direttamente nella propria camera d'albergo. Sfruttando così migliaia di minori brasiliani, assuefatti a vendere il proprio corpo e a subire abusi sessuali come se si trattasse di un evento normale della vita di ognuno.

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I dati 2013 dell'ECPAT mettono l'Italia in cima alla lista mondiale del turismo sessuale, con 80 mila viaggiatori all'anno
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