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Bolos Swelem, da Gaza per Francesco

Ha 15 anni: cristiano, per partecipare alla Messa celebrata a Betlemme davanti alla Basilica della Natività, ha fatto i salti mortali. L'abbiamo intervistato.


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Bolos Swelem ha 15 anni, arriva dalla Striscia di Gaza. È cristiano, come tutta la sua famiglia, e per partecipare alla messa con papa Francesco, davanti alla Basilica della Natività a Betlemme, ha fatto i salti mortali. Perché Bolos voleva chiedere al Pontefice di pregare per i cristiani palestinesi, costretti a vivere nei territori senza possibilità di oltrepassare il muro che li separa da Israele.

«E' la prima volta che vengo a Betlemme – racconta con gli occhi lucidi dall'emozione – sono arrivato da Gaza per vedere papa Francesco, grande uomo di pace e di speranza. Volevo chiedergli di pregare per tutti noi cristiani della Striscia e per i palestinesi cristiani, che spesso non possono professare la loro fede». «Io amo la mia terra – prosegue il giovane che per poter parlare con noi è stato 'scortato' dalla polizia e controllato a vista – non voglio lasciare Gaza anche se è difficile vivere in queste condizioni».

Bolos è arrivato a Betlemme da solo; è stato l'unico del suo nucleo familiare a ricevere il permesso di partecipare alla Messa. Perché i permessi sono stati concessi a macchia di leopardo. E così molti cristiani sono stati costretti a rinunciare. Da Gaza, infatti, per la Messa a Betlemme dovevano arrivare in 600, ma solamente in 24 sono riusciti a partecipare alla celebrazione. «Viviamo in una condizione difficile e non abbiamo la libertà di muoverci. Per arrivare fin qua ho avuto non poche difficoltà, tra controlli e permessi», aggiunge il giovane. Ma le speranze di Bolos non si spengono.

«Mi auguro che con la visita di Francesco inizi un processo di pace lungo e duraturo. A Dio piacendo, sarà così. Il Papa ha dimostrato in più occasioni di essere messaggero di pace». Poi il ragazzo torna nel settore a lui riservato della piazza, insieme ai suoi amici della Striscia. Al passaggio della papamobile sventola alta la bandiera palestinese e grida forte “Viva il Papa”. Per il futuro, Bolos sogna una vita come tutti i ragazzi della sua età: «Vorrei avere una famiglia, un lavoro che mi permetta anche di viaggiare fuori da Gaza, e soprattutto vorrei essere libero di essere cristiano, anche andando nei luoghi della vita di Gesù senza avere problemi di permessi e check-point».

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