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Benedetto incontra Milano

E' cominciata ufficialmente la visita pastorale del Papa a Milano. In piazza Duomo il primo discorso: "Milano, crocevia di poli e culture".


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Il Papa è a Milano! Arrivato con qualche minuto di ritardo all’ aeroporto di Linate in provenienza da Roma il Santo Padre si è subito recato in piazza Duomo a ricevere il benvenuto dalla cittadinanza. Dopo il saluto del sindaco e quello dell’ Arcivescovo di Milano, il cardinale Angelo Scola, il Papa ha ringraziato per l'accoglienza le autorità e il popolo del Family 2012 e della città meneghina presente in piazza. «Il mio primo incontro con i Milanesi avviene in questa Piazza del Duomo, cuore di Milano, dove sorge l’ imponente monumento simbolo della Città. Con la sua selva di guglie esso invita a guardare in alto, a Dio», ha esordito. Lo slancio delle guglie verso il cielo ha «sempre caratterizzato Milano e le ha permesso nel tempo di rispondere con frutto alla sua vocazione: essere un crocevia – Mediolanum – di popoli e di culture». Un ruolo, quello di Milano, che ha sempre fatto dell’ accoglienza al sua forza

Il Papa poi ha salutato i rappresentanti delle famiglie convenute a Milano per il VII Incontro Mondiale e ricordato chi ha bisogno di aiuto e di conforto, alle persone sole o in difficoltà, ai disoccupati, agli ammalati, ai carcerati, a chi è privo di casa o di quanto serve per vivere una vita dignitosa. «Non manchi a nessuno di questi nostri fratelli e sorelle l’ interessamento solidale e costante della collettività!», ha ammonito. Benedetto ha poi ricordato il Fondo Famiglia-Lavoro creato dalla Diocesi di Milano per aiutare chi soffre a causa della crisi. Ha poi ricordato i grandi pastori di Milano: sant’ Ambrogio e il suo legame indefettibile con Roma e con la sua Chiesa; san Carlo Borromeo: «Figlio della vostra terra, un plasmatore della coscienza e del costume del popolo», ha ricordato citando Paolo VI; il beato Cardinale Andrea Carlo Ferrari, «apostolo della catechesi e degli oratori e promotore del rinnovamento sociale in senso cristiano»; il beato Alfredo Ildefonso Schuster, Achille Ratti (Papa Pio XI) e il Servo di Dio Giovanni Battista Montini, Paolo VI. E poi santi laici: santa Gianna Beretta Molla su tutti.

 

«Cari amici, la vostra storia è ricchissima di cultura e di fede. Tale ricchezza ha innervato l’ arte, la musica, la letteratura, la cultura, l’ industria, la politica, lo sport, le iniziative di solidarietà di Milano e dell’ intera Arcidiocesi. Spetta ora a voi, eredi di un glorioso passato e di un patrimonio spirituale di inestimabile valore, impegnarvi per trasmettere alle future generazioni la fiaccola di una così luminosa tradizione», ha concluso ricordando a tutti come «la fede in Gesù Cristo, morto e risorto per noi, vivente in mezzo a noi, deve animare tutto il tessuto della vita, personale e comunitaria, privata e pubblica, così da consentire uno stabile e autentico benessere, a partire dalla famiglia, che va riscoperta quale patrimonio principale dell’ umanità, coefficiente e segno di una vera e stabile cultura in favore dell’ uomo».

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