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VIvere in casa senza andare in confusione, i consigli della psicoterapeuta

E' l'iniziativa lanciata da Barbara Agnoli, psicoterapeuta che vive e lavora a Milano, ideatrice del progetto di consulenza "Dire, fare, spazio". «Fissiamoci dei piccoli compiti da terminare. Approfittiamo di questo tempo per mettere ordine, alleggerirci, buttare via le cose inutili, riorganizzare i nostri ambienti. Il caos intorno a noi ci soffoca e ci toglie spazio per pensare».


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Abbiamo tanto tempo da trascorrere chiusi in casa. Intere giornate all'interno delle pareti domestiche, in quegli spazi che, forse, molti di noi mai prima avevano vissuto così tanto. E allora, perché non sfruttare questo inaspettato, improvviso tempo completamente (o quasi) casalingo per darsi degli obiettivi quotidiani, delle piccole sfide da intraprendere e portare a termine nell'arco di una giornata, che aiutino a vivere al meglio il proprio spazio?

E' l'interessante iniziativa lanciata da Barbara Agnoli, 40 anni, psicoterapeuta e personal organizer, trentina di origine, milanese di adozione. «Sono partita dalla considerazione dell'effetto Zeigarnik: un processo psicologico per il quale noi tendiamo a ricordare di più e più a lungo i compiti che non abbiamo portato a termine, ricordiamo principalmente le cose che non finiamo e questo ci crea una tensione mentale. Allora, ho pensato a una sfida di ventuno giorni (il tempo che si ritiene necessario per acquisire una nuova abitudine): ogni giorno propongo un'azione, un compito da terminare nell'arco della giornata. Queste sfide saranno divise in in sette aree della casa (tre sfide per ogni area): cucina, salotto, studio, camera, bagno, balcone e cantina». Qualche esempio? In cucina ci si potrà dare il compito di liberare la dispensa, in bagno quello di selezionare e raccogliere tutti i farmaci scaduti e rimasti lì per tanto tempo. 

«La maggior parte delle mie clienti - perché sono soprattutto donne - tendono ad accumulare, a riempire la casa di cose che poi si rivelano inutili e restano inutilizzate», spiega la psicoterapeuta. «Ad esempio, nelle abitazioni mi colpisce tanto l'enorme quantità di sacchetti, borse di plastica o di carta dello shopping che vengono tenute. A un certo punto le persone si sentono soffocare, sentono di avere troppa roba a chiedono aiuto perché da sole non riescono a gestire la situazione».

Lasciar andare le cose, buttarle via per tante gente è psicologicamente difficile. «Ciò che si fa più fatica a lasciar andare sono i ricordi. Come se, buttando via quel ricordo, anche la persona, l'evento a cui quell'oggetto è legato scomparissero dalla nostra memoria, non fossero esistiti. Tra l'accumulare, il tenere tutto e il buttare via c'è comunque un passaggio intermedio che può dare sicurezza: se non si vuole buttare via una cosa, la si può regalare - a un'amica, un parente -  oppure darla in beneficenza, riciclarla. Io, personalmente, sono una fan del riciclo».

Partendo dalle idee sull'economia domestica formulate dalla scrittrice giapponese Marie Kondo (autrice di Il magico potere del riordino e 96 lezioni di felicità),  la Agnoli ha ideato "Dire, fare, spazio" (www.direfarespazio.it): un programma di consulenza rivolto a persone che vivono un cambiamento importante nella loro vita, un trasloco, uno spostamento da una città a un'altra, una separazione, o che semplicemente hanno bisogno di riorganizzare il loro spazio, la loro casa. Lei le accompagna in questo percorso, aiutandole ad alleggerirsi delle cose, selezionare cosa tenere e cosa buttare, imparando a lasciar andare gli oggetti che non servono più, a non accumulare per forza, gestendo nel contempo le emozioni pesanti che questo processo comporta. «Io vado direttamente nelle case delle persone, ma svolgo anche consulenze a distanza, ormai con la tecnologia e le videochat, nel tempo che stiamo vivendo, si può fare tutto anche online».

Mettere ordine nel proprio ambiente quotidiano significa mettere ordine nel proprio spazio interiore. «Più hai caos fuori e intorno a te più ti viene a mancare spazio per pensare», osserva ancora la psicoterapeuta. «Spesso teniamo le cose superflue semplicemente perché posticipiamo la decisione di selezionare. E' importante prendersi la responsabilità di scegliere. E imparare non solo ad alleggerirsi delle cose, ma anche a non farle proprio entrare in casa».

E allora, ecco le piccole sfide quotidiane, per allaggerire la propria casa e sé stessi, circondarsi di cose belle e che ci fanno stare bene, buttare ciò che ci opprime e ci soffoca.  La prima sfida, lanciata oggi 13 marzo attraverso i canali social, riguarda la camera: organizzare il cassetto dell'intimo, selezionando ciò che è logoro, vecchio, inutilizzato. Togliere cartellini e le plastiche degli ultimi acquisti e, magari, mettere delle scatole dentro il cassetto per organizzare meglio. Le sfide si possono seguire sui profili Instagram e Facebook di "Dire, fare, spazio" (@direfarespazio).   

«Oltre agli spazi», aggiunge la Agnoli, «in questo periodo in casa è fondamentale organizzare bene i tempi, fare al mattino una scaletta, una tabella di impegni e orari». E un consiglio: «Se in certi momenti sentite l'ansia che sale, fermatevi e respirate. Riscoprite il respiro, lo strumento che ci aiuta a essere presenti a noi stessi».

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Barbara Agnoli, psicoterapeuta e personal organizer
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