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Bagnasco: riforme ok, ma priorità al lavoro.

"Segnali promettenti a livello pubblico”, ha detto il cardinale aprendo i lavori del Consiglio permanente della Conferenza episcopale italiana (Cei). Scuola cattolica: "Grave discriminazione”. Comincia l'iter di riforma che parte dalla rivisitazione dello Statuto "nel segno di una crescente partecipazione".


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Le riforme istituzionali sono uno snodo “necessario”, ma non devono andare a scapito del “dramma del lavoro”. Il cardinale Angelo Bagnasco apre il Consiglio permanente della Cei definendo, senza mai nominare Matteo Renzi, “segnali promettenti” quelli che si vedono “a livello pubblico”, ma precisa che “nostro dovere” è dare “la voce dei senza lavoro”: “Il dibattito sulla riforma dello Stato, nei suoi diversi snodi, è certamente necessario, ma auspichiamo che ciò non vada a scapito di ciò che la gente sente più bruciante sulla propria pelle, e cioè il dramma del lavoro: la povertà è reale!”.

Sulla disoccupazione giovanile Bagnasco osserva che “non è ammissibile che i giovani – che sono il domani della Nazione – trovino la vita sbarrata perché non trovano occupazione: essi si ingegnano, sempre più si adattano, mantengono mediamente la fiducia e la voglia di non arrendersi nonostante esempi non sempre edificanti”. Sul piano generale sottolinea che l’ Italia “non è una palude fangosa, dove tutto è insidia, sospetto, raggiro e corruzione”. Invita a  “reagire ad una visione esasperata e interessata che vorrebbe accrescere lo smarrimento generale e spingerci a non fidarci più di nessuno”. E’ un disegno, secondo il cardinale, che “lacera, scoraggia e divide”. Lo definisce addirittura “demoniaco”, al quale non bisogna “cedere nonostante esempi e condotte disoneste, che approfittano del denaro, del potere, della fiducia della gente, perfino della debolezza e delle paure”.

Bagnasco avvisa che “nulla deve rubarci la speranza nelle nostre forze se le mettiamo insieme con sincerità”. Per combattere questa cultura il presidente della Cei chiede di elaborare “forme organiche di servizio civile”, che definisce “cattedre pratiche fraternità, di giustizia e di pace, dove si respira il gusto di vivere e di operare insieme per il bene di tutti”. Sulla scuola cattolica e il ruolo dello Stato il giudizio è pesante. Bagnasco parla di “grave discriminazione” quella a cui sono sottoposte le scuole cattoliche. Torna anche sulla situazione delle carceri definita“insostenibile”.

Sul piano ecclesiastico Bagnasco ha confermato che si va verso un cambio dello Statuto, sollecitato dal Papa, "nel segno di una crescente partecipazione nonché del rinnovato slancio missionario affinché il mondo spalanchi il cuore all'amore di Dio". Circa la riforma, il Consiglio permanente prenderà "in esame il materiale pervenuto, frutto della riflessione delle sedici Conferenze episcopali regionali" e deciderà "come procedere per un lavoro attento e proficuo, svolto con la necessaria ponderazione che il Santo Padre ha raccomandato".

Il presidente ha dedicato l’ ultima paragrafo della prolusione alla consultazione in vista del Sinodo sulla famiglia. Ha assicurato che la Cei ha “lavorato intensamente” e “nei tempi indicati” dalla Santa Sede. Per la famiglia ha chiesto  “politiche più incisive ed efficaci anche in ordine alla natalità”, la “difesa da tentativi di indebolimento” e la promozione “sul piano culturale e mediatico senza discriminazioni  ideologiche”.

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