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«La famiglia ha una sola identità; attenti alle confusioni»

Il cardinale presidente della Cei fa un ragionamento senza strappi. Non cita esplicitamente il Family Day: dice che i vescovi sono compatti e uniti accanto alle difficoltà e alle prove della famiglia. Invoca il rispetto per tutti e diritti garantiti su piani diversi secondo giustizia. Il rischio vero è la denatalità.


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Non c’ è una posizione ufficiale della Conferenza episcopale italiana sul Family Day del Circo Massimo di sabato prossimo. Il cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione al Consiglio permanente,che si è aperto lunedì 25 gennaio, non ne ha fatto alcun cenno. Ha dedicato un paragrafo della prolusione alla famiglia spiegando che ““i Vescovi sono uniti e compatti nel condividere le difficoltà e le prove della famiglia e nel riaffermarne la bellezza, la centralità e l’ unicità: insinuare contrapposizioni e divisioni significa non amare né la Chiesa né la famiglia”. Si tratta di parole chiare alle polemiche di questi giorni, che davano vescovi divisi e cattolici contrapposti. Ma non indicano quale sia la posizione della Cei in merito. Bagnasco non fa alcun riferimento neppure al disegno di legge Cirinnà sulle unioni civili. Ammette che sul tema c’ è “particolare attenzione e un acceso dibattito”. Ma non entra nel merito e ricorda il dibattito alla Costituente legandolo a quanto detto da papa Francesco nel discorso alla Tota Romana: “I Padri costituenti ci hanno consegnato un tesoro prezioso, che tutti dobbiamo apprezzare e costituire come patrimonio caro e prezioso, coscienti, e qui c’ è la citazione del papa, che ‘non può esserci confusione tra la famiglia voluta da Dio e ogni altri tipo dio unione”. Bagnasco ribadisce che in gioco é il bene dei bambini, i quali hanno “diritto di crescere con un papà e una mamma”.  Il presidente della Cei ha detto di sognare “un Paese a dimensione familiare, dove il rispetto per tutti sia stile di vita e i diritti di ciascuno vengano garantiti su piano diversi secondo giustizia”. Eppure non è un passo indietro. Piuttosto è un passo avanti, nel senso di lasciare il campo ai singoli vescovi e ai laici cristiani, che in questo modo riprendono la parola e tocca a loro dirimere la “confusione” segnalata dal Papa, il quale tuttavia non ha fatto altro che riprendere una preoccupazione già avanzata dai vescovi nei due Sinodi sulla famiglia del 2014 e del 2015. Bagnasco aggiunge una riflessione e cioè che tra la Costituzione italiana e il cosiddetto Vangelo della Famiglia, definito nella prolusione “la Carta costituzionale della Chiesa” c’ è identità di vedute sul matrimonio, sui diritti e sui doveri. Le confusioni non vanno fatte dunque da nessuna parte, né sul piano civilistico, né su quello religioso. Poi il presidente della Cei riprende ciò che va dicendo da tempo e cioè che il tema vero è quello delle politiche familiari in direzione di un aumento della natalità. La prolusione affronta anche altre questioni, tra cui quella della crisi. Bagnasco velatamente critica chi si compiace della ripresa dell’ economia, spiegando che “le ricadute sul piano concreto non si notano ancora” e snocciola le cifre dei milioni di pasti erogati nelle 353 mense della Caritas. Alberto Bobbio

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