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Bagnasco ai politici: servite il Paese

A dieci anni dalla visita di Giovanni Paolo II in Parlamento, il cardinale Bagnasco ricorda ai politici italiani di tutelare la famiglia e di impegnarsi per un Paese più solidale.


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«Prima di uno Stato vi è lo spirito di un popolo. Non può esistere una comunità di vita e di destino se non esiste un’ anima comune fatta di principi e di valori spirituali, morali e culturali». Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, lo ha ricordato al Parlamento nel suo discorso di commemorazione dei dieci anni dalla visita di Papa Wojtyla a Montecitorio.

«Senza questo spirito», ha sottolineato il cardinale, «tutto si corrompe e le stesse leggi diventano esangui». Giovanni Paolo II nella sua storica visita aveva invitato i parlamentari italiani a «nutrire una convinta e meditata fiducia nel patrimonio di virtù e di valori trasmesso dagli avi. È sulla base di una simile fiducia che si possono affrontare con lucidità i problemi, pur complessi e difficili, del momento presente, e spingere anzi audacemente lo sguardo verso il futuro».

Il presidente dei vescovi italiani non ha mancato di fare un appello perché «il riconoscimento dei diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio, secondo il dettato della stessa Costituzione della Repubblica italiana, renda socialmente ed economicamente meno onerose la generazione e l'educazione dei figli» e di richiamare i parlamentari «indipendentemente dall'opzione politica di ciascuno, a una cooperazione solidale e generosa all'edificazione del bene comune della Nazione».

«In quest'aula», aveva esordito il cardinale, «luogo e simbolo della democrazia del Paese, palestra insostituibile del civile confronto in ordine al bene comune, la presenza del Papa ha confermato la perenne convinzione della Chiesa per cui l'attività politica è una forma alta di carità, di amore verso il popolo che qui guarda con intelligenza esigente e doverosa attesa». E ha poi insistito sul fatto che l’ attività dei politici «si qualifica in tutta la sua nobiltà nella misura in cui si rivela mossa da un autentico spirito di servizio ai cittadini».

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Il presidente della Cei Angelo Bagnasco con il presidente del Senato Renato Schifani (Ansa).
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