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“Autoscatto” dei bambini di strada di Luanda

Fino al 20 luglio a Roma il Vis – l’ Ong collegata ai salesiani – presenta una mostra di immagini scattate in Angola, dove alcuni street children hanno fotografato se stessi.


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L’ iniziativa era stata intitolata “Fotografiamoci!”: intorno alla metà di marzo gli operatori del Vis avevano chiesto al gruppo di bambini di strada entrati a far parte del programma di riabilitazione gestito dalla Ong collegata ai salesiani di fotografare la condizione del minore che si trova a vivere senza un tetto e senza una famiglia. L’ hanno fatto, e gli scatti di questi ragazzi di Luanda (capitale dell’ Angola) sono diventati una mostra, che rimarrà esposta fino al 20 luglio prossimo, al Borgo Ragazzi don Bosco (in via Prenestina , n. 468, a Roma).

L’ iniziativa è nata, con il contributo della Provincia di Roma, nell’ ambito del progetto del Vis (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) denominato “La Nuova Strada per la Vita! Promozione di processi di reinserimento sociale per bambini, adolescenti e giovani di strada”.

Dopo averli divisi in gruppi per renderli più partecipi e attivi, gli educatori hanno spiegato loro l’ obiettivo dell’ attività prevista e l’ importanza dell’ intervento di ognuno per proporre una rappresentazione genuina della vita di strada ripresa, grazie all'uso della fotocamera, attraverso i loro occhi. Da qui la scelta di alcuni temi: “Il mio migliore amico”, “Un’ immagine che mette allegria”, “Collaborazione e aiuto sulla strada”, “Cosa mi fa abbandonare la vita sulla strada”, ritenuti interessanti dai ragazzi e scelti per far conoscere meglio la loro realtà e le loro storie.

Il Vis, tra l’ altro, ha appena inviato a Luanda un nuovo componente del team dei volontari che opera “sulla strada”, la psicologa Paola Deriard. Che a pochi giorni dal suo arrivo nella capitale angolana racconta il primo impatto con la realtà dell’ emarginazione infantile di Luanda. Ecco la sua testimonianza.

"Seja muito bemvinda em Angola". Una frase spesso ripetuta e sentita tra diverse mani strette in questi primi giorni di mia presenza nel progetto “A Estrada para a Vida” che il Vis continua da anni a portare avanti per il futuro dei bambini di strada di Luanda. Nascondo a fatica la commozione di trovarmi finalmente sul campo, dopo la preparazione che il Vis mi ha offerto nella propria sede a Roma, dove ho conosciuto e respirato un senso di professionalità e spiritualità parallele che difficilmente ho trovato durante il mio cammino professionale.

Professionalità diverse e complementari mi hanno accompagnato nel mese di giugno in una preparazione sulle diverse aree di cui l’ Ong si occupa, conoscendo sempre più da vicino la complessità meravigliosa dell´impegno umanitario.

Le prime mie visite in alcuni centri educativi qui in Angola, in cui il Vis opera insieme ai Salesiani di Don Bosco, hanno ricevuto un’ accoglienza unica, all’ arrivo tanto sperato di una psicologa per tutti. Rimango colpita dalla loro capacità di trovare la giusta dimensione nel tentare di sdrammatizzare, in un contesto in cui il trauma e la perdita di se stessi fanno parte dell´ incontro quotidiano quando si lavora con i bambini di strada.

Lucia, volontaria del Vis da due anni in Angola, mi accompagna in questo primo mio percorso di conoscenza, che incontra gli sforzi più diversi di ex-volontari che da anni, insieme ai salesiani, hanno dato così tanto che sembrano essere ancora presenti tra le mura di questi centri, in cui si conoscono educatori sempre più consapevoli e professionali nel loro lavoro, dove incontro bambini di strada che sanno regalare a te un sorriso di speranza, dove si ascoltano storie di casi di successo e reinserimenti nella famiglia, “il vero centro educativo”, come dice padre Roberto, responsabile dell’ équipe di strada che accompagnerò nelle attività serali, al primo incontro con i bimbi abbandonati a se stessi.

Il lavoro da fare é sempre tanto, complesso e trasversale. Si cresce e si aiuta a crescere ogni giorno, mettendo in gioco totalmente se stessi, le proprie esperienze, professionalità, la propria umanità che tiene legati in un contesto così difficile che impone sfide e imprevisti ogni giorno, ogni momento. Uno tra gli obiettivi che il Vis si é posto confidando nel mio ruolo sarà quello di continuare a rafforzare la rete educativa e formativa, sia per gli educatori sia per i bimbi che sono il nostro fine principale, la nuova generazione futura di questo Paese. Con mia gioia ci sarà presto anche un servizio di counseling psicologico specifico, per i collaboratori locali dei centri e per i bambini e ragazzi che necessitano un accompagnamento più profondo, completo e costante.

Entro così in un cammino iniziato diversi anni fa, in cui sembra non ci sia nessuna intenzione di volersi fermare. Per questo ognuno qui offre la sua mano incoraggiando a proseguire la strada, “A Estrada para a Vida”, con l´obiettivo di crescere e prendersi cura, proprio come si fa con i loro, nostri, bambini.

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