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La scommessa di Asterix

Arriva "Asterix e il regno degli dei". E' il primo film della serie, animato in computer grafica. Un cambiamento che è anche una scommessa per un cult che ha molti fedeli. Ecco perché secondo noi l'hanno vinta.


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La cartina di tornasole è la ciccia di Obelix che si muove con soffice realismo, e insospettabile agilità, mentre corre portando in meta un cinghialetto come se fosse una palla ovale. L'animazione in 3d relief, alla maniera dell'Era glaciale per intenderci, su Obelix funziona a meraviglia, non solo perché ne rende con efficacia tattile la rotondità, ma anche perché l'Obelix in 3d è proprio l'Obelix che conosciamo da sempre in carta e ossa, con in più soltanto la terza dimensione. 

Se la scommessa più difficile di Asterix e il regno degli dei, il nuovo film dedicato agli eroi di Goscinny e Uderzo in uscita il 15 gennaio, era non tradire il noto cambiando il formato possiamo dirla per vinta senza tema di smentita. Obelix, Asterix, Panoramix, Idefix e persino Giulio Cesare hanno conservato intatta la loro personalità. 

Nel Regno degli Dei, nato dal 17° albo della serie, pubblicato per la prima volta nel 1971, Cesare, esasperato dalla resistenza del piccolo villaggio dell'Armorica - a quanto pare sfuggito a quella cronaca embedded a tutti nota come De bello gallico - che gli impedisce di completare la conquista della Gallia, decide di lavorare d'astuzia e di fiaccare gli irriducibili con la lusinga di una residenza romana, alle porte del villaggio: nella circostanza il villaggio dell'Armorica sta alla residenza il Regno degli dei, come Basiglio sta a Milano Tre e come Roma sta a Milano. 

I bambini ridono per le abbuffate di Obelix, ma anche per la sua fame e per la sua cattura in catene, per i pesci in faccia e per i ceffoni che volano con Strauss in sottofondo.

I grandi sorridono per l'ironia che si fa del loro modo di abitare, delle lusinghe del mercato, dei loro vizi molto adulti, non mancando di sfiorare temi seri come l'ambiente e l'aumento dei prezzi.  Non manca neppure la questione sociale: l'immigrazione, la convivenza tra stranieri, il lavoro nero degli schiavi - impagabile la vocina nel corpaccione dello schiavo sindacalista -, l'assenteismo dei centurioni (vabbè la realtà ha superato la fantasia).

Come andrà a finire ve lo lasciamo immaginare perché non è difficile. Andarlo a vedere sarà un bagno di levità in tempi tanto bui, senza dimenticare che Asterix è, a suo modo, anche una lezione di vita sulla storia: quattro risate per non dimenticare che non fa male di tanto in tanto guardare il proprio mondo dal punto di vista degli altri. 

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