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Arrestato sacerdote per abusi, indagini partite su segnalazione della Diocesi

L'ordinanza di custodia cautelare in carcere è stata eseguita questa mattina dalla Polizia, è la stessa Procura di Napoli Nord a precisare il ruolo avuto dalla Diocesi di Aversa, che ha assistito la famiglia della bambina, nell'avvio delle investigazioni. Il sacerdote è sospeso da maggio e ha in corso anche un procedimento canonico.


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Questa mattina, nell’ ambito di un’ indagine coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord, è stata eseguita un’ ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dal Gip del Tribunale di Napoli Nord, nei confronti di Michele Mottola, 60 anni ex parroco a Trentola Ducenta (Ce), L'acusa a suo carico è di «abusi in danno» di una minore di 12 anni. È la stessa Procura della Repubblica, nel dare la notizia, a segnalare in un comunicato che «Le attività investigative» sono «iniziate a seguito di comunicazione pervenuta dalla Diocesi di aversa e svolte attraverso l’ ausilio di testimonianze, messaggi e registrazioni audio».
 

La Diocesi, che sul caso ha agito tempestivamente anche con i propri strumenti senza attendere le azioni dell’ autorità giudiziaria civile, ribadisce quanto già chiarito nel comunicato pubblicato nei giorni scorsi a seguito di una trasmissione delle Iene sulla vicenda, precisando di essere subito intervenuta, appena avuta conoscenza dei sospetti, con un «decreto di sospensione immediata del sacerdote dall’ ufficio di parroco e allontanamento immediato dalla stessa parrocchia, lo scorso 25 maggio 2019; la sospensione disciplinare cautelativa, in attesa del procedimento giudiziario canonico – che è stato subito aperto dalla Diocesi guidata dal Vescovo Angelo Spinillo - è stata emanata nel giorno immediatamente successivo alla segnalazione dei fatti».

La Diocesi precisa di essere venuta a conoscenza di fatti contestati al sacerdote grazie a un gruppo di  fedeli che allo scopo di segnalare il caso hanno accompagnato la mamma della bambina in Curia: «A seguito della segnalazione e dell’ immediata sospensione del sacerdote la Diocesi ha fornito ai familiari della minore la propria collaborazione affinché fosse sporta anche regolare denuncia alle autorità giudiziarie». Nel precisare che : «attualmente al sacerdote non è permesso celebrare pubblicamente o avere contatto di tipo pastorale con nessun gruppo di fedeli», la Diocesi ricorda che accanto al procedimento giudiziario civile che ha condotto alla misura cauterlare, è in atto «un procedimento giudiziario canonico» presso il tribunale competente.

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