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Legge anti Mine: Mattarella non firma la norma (nascosta) salva banche

Per la prima volta da quando è al Quirinale, il Prsidente della Repubblica ha rinviato alle Camere un testo giudicato incostituzionale, salvaguardando così lettera e spirito del Trattato di Ottawa che dal 1997 mette al bando i micidiali ordigni antipersona e le bombe a grappolo.


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La mina c'era, sepolta tra le parole, messa lì all'ultimo momento: a disinnescarla ci ha pensato il Presidente della Repubblica. Per la prima volta da quando è al Quirinale, Sergio Mattarella non ha firmato una legge approvata dal Parlamento rinviandola alle Camere. Si tratta delle  "Misure per contrastare il finanziamento delle imprese produttrici di mine antipersona, di munizioni e sub munizioni a grappolo".

«Presenta profili di evidente illegittimità Costituzionale», ha notato il Colle rendendo nota la mancanza promulgazione. Nel testo è stato inserito un comma (il numero 2 dell'articolo 6) che - come ha specificato una nota diffusa dal Quirinale - in contrasto con la finalità dichiarata avrebbe determinato "l'esclusione della sanzione penale per determinati soggetti che rivestono ruoli apicali  e di controllo, per esempio i vertici degli istituti bancari, delle società di intermediazione finanziaria e degli altri intermediari abilitati". Insomma, hanno notato in molti, una norma salva-banche e affini visto che nella stessa legge la previsione della pena detentiva, da 3 a 12 anni, oltre allla multa da 258 mila a  516 mila euro, è rimasta per altri soggetti privi di questa qualifica. Una grave contraddizione sia sotto il profilo politico che sotto quello giuridico contenuta in un provvedimento che era stato presentato come una misura esemplare per impedire alle banche e all'alta finanza di sostenere e finanziare le imprese produttrici delle devastanti mine antipersona e delle famigerate cluster bombs, ovvero le bombe a grappolo messa al bando dal Trattato di Ottawa del 1997, sottoscritto da 162 Paesi tra cui l'Italia (ma non da 34 Stati compresi Stati Uniti d'America, Russia, Cina, India, Israele Egitto, Arabia Saudita). Questa notizia riporta l'attenzione sulla necessità di svuotare arsenali sempre più forniti. Non a caso quest'anno il Premio Nobel per la pace è stato assegnato alla Campagna internazionale per la messa al bando delle armi atomiche. Di questo e di altro parla il Ministro della Difesa Roberta Pinotti in un'intervista rilasciata a Famiglia Cristiana,  pubblicata nel numero 45 in edicola da giovedì 2 novembre.

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