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Frate Alessandro, voce divina

Ha registrato un emozionante Cd di canti sacri nei prestigiosi studi di Abbey Road, a Londra, primo religioso a firmare per una major discografica.


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Come francescani, i frati della confraternita della Basilica di Santa Maria degli Angeli, alle pendici di Assisi, sono abituati al trambusto: «visitatori, fedeli, turisti e semplici curiosi. Però mai, come in questi giorni, abbiamo visto così tanta gente transitare per la Chiesa» racconta uno di loro.

In effetti questi sono giorni decisivi, soprattutto per uno di loro, Fra Alessandro, originario di Castiglione della Valle, che giovedì 27 settembre ha presentato in anteprima la sua opera: Frate Alessandro. La voce da Assisi, un disco nel quale ha assemblato un bel po’ di canti sacri, qualche ricordo di San Francesco e pochi altri brani.

Come Francesco, Alessandro Brustenghi, 34 anni, piccolino, occhi grandi e attraversati da una luce fortissima, canta e lo fa da quando aveva 7 anni. «Ho studiato al conservatorio, un periodo ho anche lasciato tutto, poi ho ripreso, grazie alla fede e ai miei superiori che mi hanno spinto a proseguire in questa esperienza». Ne sarà stato molto contento Mike Hedges, il produttore già noto per le sue collaborazioni con U2 e molti altri, che ha scoperto Alessandro poco più di un anno fa.

Lui, già carpentiere nella basilica, intratteneva i fedeli con le sue preghiere, il suo canto da tenore. «Già, per portare in giro la fede e le parole del Signore. Nella mia stanza invece mi dedico a coltivare le mie passioni musicali per il rock e per la musica leggera». Emozionato, non abituato a telecamere, occhi puntati, riflettori su di lui, prima di esibirsi Alessandro ha voglia di raccontarsi. Povertà, castità, obbedienza, i tre nodi, i tre postulati su cui si fonda la fede dei suoi confratelli. Non ha intenzione di disobbedire e trasgredire.

E poi si posiziona proprio sotto la Porziuncola, «la porta per la vita eterna dice lui»; l'altare che fu consacrato nel 1216 dopo essere stata la terza Chiesa salvata e messa in ordine da Francesco e nel quale il santo decise di fermarsi per morire dieci anni più tardi. Un dono di Dio, dice della sua voce, in effetti quando inizia a intonare i pochi ma significativi passi del suo disco, si capisce subito.

Fra Alessandro non è un tenore particolarmente virtuoso, non ama mettersi in mostra, ma è dotato di un canto viscerale, profondo, coinvolgente. Si percepisce la vocazione, l'intensità, l'approccio profondamente fedele del frate. Un piccolo francescano che ama lavorare il legno e che canta la parola di Dio per tramandarla. E che sa trasformare una Chiesa in una sala da concerto, senza offendere nessuno.

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Il volto sorridente di frate Alessandro, francescano e tenore.
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