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Adriano Souras, il 16enne attivista che raccoglie cannucce sulle spiagge

E' un giovanissimo social designer e vive attualmente in Grecia. La sua installazione "The killer net", la rete mortale, è esposta fino al 9 luglio al Design museum di Chicago. Un'opera che gli è costata mesi di lavoro e che vuole sensibilizzare le persone sul problema dell'inquinamento legato alla plastica.


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Una rete gigantesca, composta da 9mila cannucce di plastica usate, raccolte sulle spiagge e nei parchi, dove erano state abbandonate. Una rappresentazione simbolica dell'inquinamento dei mari, una versione opposta alla rete tradizionale dei pescatori, che oggi, sempre più spesso, finiscono per raccogliere e tirare a riva pezzi di plastica al posto dei pesci. In Europa si consumano ogni anno 36 miliardi di cannucce. E per ogni cannuccia di plastica abbandonata nell'ambiente il tempo di decomposizione è di 500 anni. The killer net, la rete mortale - questo il nome dell'installazione - è esposta fino al 9 luglio al Design museum di Chicago. A pensarla e realizzarla è un stato un ragazzo di 16 anni di origine inglese, Adriano Souras, giovanissimo e brillante social designer, che racconta la genesi della sua opera e il suo impegno in favore dell'ambiente.  

Adriano, come è nato il progetto The killer net

Una delle cose più belle della Grecia, il Paese nel quale vivo ora, è il tempo. Durante tutto l'anno piove poco e la maggior parte dei giorni sono piacevoli e assolati. Si è dunque sviluppata una diffusa cultura della spiaggia e la gente trascorre tanto tempo vicino al mare. Soprattutto in questi ultimi anni dic risi economica, sembrava che persone mantenessero vivo il sogno di una vita rilassata vicino al mare per affrontare meglio le loro difficoltà. Un aspetto di questa cultura marittima è il vasto consumo di bevande fresche. E anche quando le persone hanno le migliori intenzioni in fatto di riciclo e di protezione dell'ambiente, il vento d'estate ha la tendenza a soffiare via le cannucce dai bicchieri usati. Questo porta a un alto numero di cannucce di plastica sparse sulle spiagge, anche quando i bicchieri vengono buttati negli appositi contenitori. Queste cannucce spesso finiscono in acqua e vengono sepolte dalla marea. E' stato partendo da questa osservazione che ho deciso di fare qualcosa, di trovare un modo per riusare le tante cannucce abbandonate e convertirle in qualcosa che avrebbe potuto diventare un messaggio contro questo spreco quasi inconsapevole. Un messaggio che potesse magari contribuire a cambiare le abitudini in meglio. Raccolgo cannucce da diverso tempo e quando ho cominciato a realizzare la killer net e ne ho parlato con i miei amici e conoscenti, anche loro si sono impegnati a portarmi le loro cannucce usate per aggiungerle al mio progetto. Per creare la rete ho impiegato circa quattro mesi, nel mio tempo libero. Consiste in circa 9.000 cannucce. Quando non le raccolgo sulle spiagge, il parco locale si è dimostrato una buona fonte di spazzatura, così ho avuto modo di costruire una rete davvero grande!

Hai 16 anni, quando e come hai cominciato a impegnarti per la difesa dell'ambiente?

Penso che la mia generazione sia più sensibilizzata sui temi ambientali fin dalla nascita. A questo riguardo siamo più istruiti e informati rispetto ai nostri genitori. Sono diventanto più attivo e più di un attivista un paio di anni fa quando ho disegnato una collezione di moda unisex e ho creato il mio marchio "Krow", che ha avuto molto successo. La collezione è stata presentata alla Vancouver fashion week a settembre del 2017, nella quale sono stato il più giovane espositore. Da quel momento è nata l'idea di diventare social designer mi sono focalizzato sul progetto di ridurre lo spreco di plastica. Potevo vedere il problema con i miei occhi, ad esempio sulle spiagge, ma ne ero esposto anche attraverso la televisione. Poi ho realizzato un progetto di design per una campagna del Wwf contro il consumo di plastica che ho chiamato "L'ultima cannuccia". Il Wwf ha adottato il design: mostra un panda con una cannuccia in bocca piuttosto che il tradizionale bamboo, per dare un senso alla quantità di spreco che circola nell'ambiente e invade l'ecosistema.  

Nella tua vita di ogni giorno che cosa fai per rispettare l'ambiente? Segui delle pratiche virtuose?

Per me non c'è altro approccio se non quello di rispettare l'ambiente in ogni mia azione giorno per giorno. In generale evito la plastica e certamente cerco di non usare le cannucce di plastica.

La tua famiglia è coinvolta e impegnata allo stesso modo nel tema ambientale?

Sì, ho imparato tanto anche dal loro comportamento. Ad esempio, trascorrendo il tempo con mio nonno austriaco ho notato come lui separava la spazzatura, riciclava le bottiglie di plastica e usava borse di tela per fare la spesa. Era consapevole dei problemi ecologici che avrebbe avuto un impatto sulla vita di noi nipoti. I nuovi regolamenti hanno avuto un'influenza, ad esempio l'intoduzione del pagamento per i sacchetti di plastica. I comportamenti di mio nonno e dei miei genitori sono cambiati diventando più attenti verso l'ambiente, non perché volevano risparmiare soldi, ma perché loro capivano quale impatto i cittadini potrebbero esercitare se cambiassero le loro abitudini. 

Cosa pensi di Greta Thunberg e del movimento giovanile ambientalista che ha ispirato?

Greta ha rappresentato un incredibile traino con il suo impegno diretto. E io prego e spero che le persone ascoltino ciò che lei ha da dire, che non si limitino ad applaudirla, ma che davvero compiano i passi necessari per fare qualcosa di concreto. Il movimento giovanile ambientalista si ispira a lei certamente, ma io penso che sapremo che ci stiamo muovendo nella giusta direzione quando le persone che occupano i posti decisionali passeranno dalla semplice ammirazione per Greta all'azione, per rendere più sicuro il futuro di tutti noi.  

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Foto di Yaro Banduro.
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