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Addio a Valentino Parlato, comunista "eretico"

Aveva 86 anni. Fu tra i fondatori del quotidiano "il Manifesto", di cui fu più volte direttore. Tenne buoni rapporti con personalità come Cesare Romiti e il cardinale Achille Silvestrini.


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(Nella foto: Valentino Parlato con il cardinale Achille Silvestrini)

 

La morte di Valentino Parlato, scomparso a 86 anni, è un lutto per il giornalismo italiano e per la sinistra, che perde uno dei suoi intellettuali di spicco, anche se arroccato su quel versante “eretico” rappresentato dall’ esperienza de il Manifesto.

Parlato, nato a Tripoli il 7 febbraio del 1931, è stato un comunista per tutta la vita. Militante del PCI fino all’ ingresso nel Comitato centrale, dopo la radiazione dal partito per le posizioni dissenzienti sulla linea  politica e l’ invasione sovietica della Cecoslovacchia. Insieme a Rossana Rossanda, Luigi Pintor, Luciana Castellina, Aldo Natoli  era stato fra i fondatori prima del mensile, poi del “quotidiano comunista” uscito per la prima volta nelle edicole il 28 aprile 1971, su quattro pagine, al prezzo di 50 lire (allora gli altri quotidiani costavano 90 lire).

Negli anni seguenti Parlato è stato più volte direttore del giornale. Anche quando non lo dirigeva, egli restava un punto di riferimento. A Roma era facile incontrarlo sull’ autobus  quando il Manifesto occupava la storica sede di via Tomacelli, oppure sul tram 8, dopo il  trasloco nelle nuova sede meno centrale.  

Il manifesto non ha mai navigato nell’ oro ed è difficile fare il conto degli editoriali scritti da Parlato negli anni per sollecitare il sostegno economico dei lettori. Uomo aperto e cordiale, di larghe vedute, conviviale, gran fumatore e buon bevitore, Parlato ha saputo tenere buoni rapporti anche con esponenti del capitalismo italiano come Cesare Romiti (suo grande amico) e lo storico presidente di Mediobanca, Enrico Cuccia. Una foto che conservava sugli scaffali della libreria di casa lo ritraeva in atteggiamento cordiale con il cardinale Achille Silvestrini. Durante le settimane del rapimento in Iraq dell’ inviata Giuliana Sgrena, Parlato tenne contatti quotidiani con Gianni Letta, ex collega direttore del quotidiano conservatore romano Il Tempo, allora sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con la delega ai servizi segreti. Nel libro “Il mese più lungo” l’ allora direttore del  Manifesto Gabriele Polo racconta che ogni sera Parlato tornava al giornale da Palazzo Chigi esclamando “Ma quanto sgobba Letta”, ammirato per lo zelo del collaboratore di Berlusconi nel trovare una soluzione al rapimento di Giuliana Sgrena.

Parlato fu anche grande amico di Mario Dondero, il fotografo che per molti anni ha collaborato anche con Famiglia Cristiana. Nel 2004 i due amici fecero insieme un reportage in Afghanistan. Entrambi avevano passato i settant’ anni, ma nonostante la fatica, i disagi e i pericoli,  volevano esserci e vedere con i loro occhi. Come fanno i grandi giornalisti. 

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