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Chrysler, così cambia la fabbrica

L'azienda ha raggiunto un'intesa con il sindacato dei metalmeccanici americani: previsti aumenti, investimenti per 4,5 miliardi di dollari e 2.100 nuovi posti di lavoro.


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L'accordo è stato raggiunto; tocca ora ai lavoratori accettarlo o bocciarlo. La Chrysler e il  sindacato americano dei metalmeccanici Uaw (United auto workers) hanno trovato l'intesa per il rinnovo del contratto di lavoro quadriennale. Se ratificato, ai dipendenti Chrysler verrà distribuito un bonus di 3.500 dollari (metà nel 2011 e la quota restante nel 2012), e bonus annuali di 1.000 dollari legati alla qualità e alla performance. I lavoratori potrebbero ricevere un assegno più corposo, un 'upside bonus', se verranno centrati gli obiettivi concordati tra azienda e sindacato. Ragionando nell'arco di tempo coperto dal contratto, 4 anni, il bonus dovrebbe complessivamente valere 5.750 dollari.

C'è un'altra importante novità di natura economica. Il salario d'ingresso viene progressivamente aumentato, passando subito da 14 a 15,78 dollari all'ora, per crescere ancora a 19,28 dollari/ora alla scadenza dell'accordo, nel 2015. I neo-assunti potranno beneficiare di programmi di assistenza per tasse scolastiche, visite mediche, assicurazioni sulla vita. L'intesa prevede, inoltre, investimenti pari a 4,5 miliardi di dollari nelle fabbriche Usa del gruppo, il lancio di nuove vetture, il restyling di vecchi modelli e la creazione di 2.100 posti di lavoro. Secondo le indiscrezioni riportate da Automotive News, a Sterling Heights potrebbe essere prodotta l'Alfa Giulia.


Il sindacato dei metalmeccanici americano si augura una ratifica nelle prossime due settimane. Chrysler è l'ultima delle case automobilistiche di Detroit a raggiungere un intesa con il Uaw. L'amministratore delegato di Fiat e Chrysler, Sergio Marchionne, aveva inviato una lettera polemica al presidente del Uaw Bob King che ha smorzato i toni: «Abbiamo ovviamente delle divergenze ma abbiamo lavorato insieme». Il nuovo contratto garantirà ai dipendenti Chrysler un bonus inferiore a quello di General Motors e Ford, e questo per la diversa condizione economica dei tre colossi statunitensi.


Ed è subito polemica, con il segretario generale della Fiom-Cgil, Maurizio Landini, che afferma: la Fiat investe solo negli Usa. Il preaccordo «rafforza le ragioni che ci hanno portato a proclamare una giornata di mobilitazione e di sciopero per il 21 ottobre con una manifestazione a Roma di tutto il gruppo Fiat». «Naturalmente avremmo voluto di più per i lavoratori Chrysler, ma l'azienda ha salvato posti di lavoro e abbiamo voluto fare il possibile per ripagarla», afferma General Holiefield, vice presidente del Uaw e responsabile per la Chrysler.

Il Uaw rappresenta 26.000 dipendenti Chrysler, inclusi 3.000 colletti bianchi. «L'intesa crea occupazione, siamo ottimisti per Chrysler anche se ha ancora strada da fare», spiega King, ringraziando l'amministrazione Obama e il Congresso per aver aiutato l'industria automobilistica americana. «Una fiducia che è stata interamente ripagata». Gli accordi sul contratto di lavoro con Gm, Chrysler e Ford si tradurranno - afferma King - in 20.000 posti di lavoro. Un bilancio che sale a 180.000 se si includono i posti che verranno creati nel settore della componentistica e negli altri che sostengono l'industria manifatturiera».

Il 12 ottobre, a Milano, a Piazza Affari, il titolo Fiat ha chiuso in rialzo del 7,75% spinto anche dall'accordo.

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Detroit, 28 aprile 2011. Sergio Marchionne, amministratore delegato di Chrysler (e di Fiat), mentre visita lo stabilimento di Jefferson North Assembly Plant insieme con il presidente del potente sindacato americano Uaw, Bob King (foto: Rob Wiiddis/EPA).
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