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A Torino accoglieranno il Papa, a Milano occhio all'Expo

Nel capoluogo piemontese gli iscritti a Estate ragazzi si stringeranno a Jorge Mario Bergoglio. Nel capolouogo lombardo è stato scelto un percorso intitolato “Tutti a tavola” e incentrato sul tema del nutrirsi. In tutta la Lombardia, regione leader, il 91 per cento dei 2.500 oratori rimane aperto.


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A Torino la tendenza nazionale che vede gli oratori estivi in crescita trova una puntuale conferma: «non solo in termini di iscrizioni, ma anche di settimane coperte – spiega don Luca Ramello, direttore dell'Ufficio per la pastorale giovanile della diocesi di Torino – Oggi che le ferie sono sempre più spezzettate (e per molti sono ormai un miraggio) gli oratori tendono a estendere le loro attività al periodo di fine luglio e inizio agosto. Alcune strutture propongono anche una ripresa a settembre, magari per aiutare i ragazzi nei compiti delle vacanze. C'è quindi una grande creatività. D'altra parte si sperimenta la fatica di una copertura educativa protratta nel tempo».

Per gli oratori sotto la Mole quella del 2015 sarà un'estate da ricordare. Domenica 21 e lunedì 22 giugno nel capoluogo piemontese si svolge la visita di papa Francesco, momento culminante dell'ostensione della Sindone e delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di San Giovanni Bosco. Bambini e animatori dell'Estate ragazzi saranno protagonisti in prima linea: avranno uno spazio tutto per loro nella centralissima piazza Solferino, all'inizio del tragitto che il pontefice percorrerà prima di raggiungere l'aeroporto di Caselle e ripartire alla volta di Roma. Saranno l'ultima “cartolina di Torino” che il Santo Padre porterà con sé. Questo momento è parte di un evento più grande: l'Happening degli Oratori, che richiamerà migliaia di giovani da tutta Italia e dall'estero. «In quei giorni le piazze cittadine diventeranno dei grandi cortili, cioè luoghi d'incontro per chi condivide una casa comune. Ci saranno appuntamenti specifici pensati per le varie fasce d'età, perché l'oratorio, che non è solo un luogo ma innanzi tutto uno stile, riesce a far incontrare le diverse generazioni». Contemporaneamente Torino ospiterà l'assemblea annuale del Foi (Forum Oratori Italiani).

A Milano, invece, quest'estate si sperimenta quasi “un'Expo degli oratori”: come punto di riferimento per le attività comuni è stato scelto un percorso intitolato “Tutti a tavola” e incentrato sul tema del nutrirsi, in evidente dialogo con la kermesse internazionale. «Insieme ai ragazzi parleremo del nutrimento come necessità fisica e bisogno complessivo della persona – spiega don Samuele Marelli, direttore Fom (Fondazione Oratori Milanesi) e coordinatore Odl (Oratori delle Diocesi Lombarde) – Il nutrirsi è occasione di relazione e di solidarietà. Non solo: Gesù aveva un rapporto straordinario con il cibo e ha deciso di diventare egli stesso pane per l'umanità».

Quanto agli oratori estivi il capoluogo lombardo ha una tradizione solidissima ed è guardato come riferimento a livello nazionale, al punto che alcuni educatori girano l'Italia per far conoscere la loro esperienza alle realtà più giovani. Anche i numeri sono eloquenti: nella diocesi ambrosiana quest'anno partecipano alle attività estive 300.000 ragazzi e 50.000 tra animatori e volontari. Estendendo lo sguardo all'ambito regionale, è sufficiente osservare che i 2.500 oratori lombardi costituiscono, da soli, quasi la metà del patrimonio italiano. Una ricerca condotta da Ipsos in collaborazione con Odl rivela che oltre il 91% di queste strutture organizza annualmente l'attività del Grest, la quale, con una media di 188 presenze, si colloca tra le proposte più seguite. La presenza sul territorio, dunque, è capillare.

Da un lato la tradizione e i princìpi di fondo, dall'altro il desiderio di trovare idee nuove, anche per andare incontro a una gioventù che cambia in fretta. «Quest'anno a Milano – conclude don Marelli – abbiamo lanciato la sfida dell'oratorio in piscina e, in collaborazione con il Centro Sportivo Italiano, abbiamo assunto per il periodo estivo la gestione di un parco acquatico. E' il segno di come anche un luogo di divertimento si possa trasformare in polo educativo».

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