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A scuola oggi: quadrimestre, trimestre e pentamestre, perché ci sono queste differenze


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Cara professoressa, mio figlio Giacomo fa la prima liceo e nella sua scuola l’ anno è diviso in un trimestre e un pentamestre, diversamente dai due classici quadrimestri. Giacomo ha dovuto recuperare entro dicembre, con che fatica, tutte le sue lacune e a breve avrà la pagella. Altre scuole, invece, hanno la classica suddivisione in parti uguali con ultimo sprint per la prima pagella a gennaio. Al di là di mio figlio, mi chiedo da quando e perché esiste questa possibilità (di avere un primo trimestre) e secondo lei qual è la migliore soluzione.

MARGHERITA

— Cara Margherita, il quesito che mi poni richiede di partire da un riferimento normativo: il decreto legislativo del 16 aprile del 1994, numero 297. È un testo unico, una raccolta in 676 articoli di tutte le disposizioni legislative fino ad allora vigenti in materia di istruzione relative alle scuole di ogni ordine e grado. L’ articolo 74, che si esprime in merito al calendario scolastico, al comma 4 recita: «L’ anno scolastico può essere suddiviso, ai fini della valutazione degli alunni, in due o tre periodi su deliberazione del collegio dei docenti da adottarsi per tutte le classi». Un primo trimestre e un successivo pentamestre sono dunque una possibilità, non la più comune per la verità, che si affianca ai tre trimestri o ai due quadrimestri: ogni scuola ha autonomia decisionale, dal punto di vista sia didattico sia organizzativo. Leva di ogni partizione temporale è la valutazione degli alunni, quindi all’ interno di ogni articolazione delle attività non si può prescindere dall’ effettuare un congruo numero di verifiche a tale scopo. Nonostante una mia particolare affezione per il quadrimestre, penso che ogni organizzazione dell’ attività possa avere i suoi vantaggi: se l’ equa divisione in due parti va incontro anche agli insegnanti delle discipline con un monte ore settimanale limitato, che riescono così a portare avanti serenamente attività didattica e valutazione, il trimestre, dal canto suo, ha il vantaggio di rendere consapevoli studenti e famiglie dei risultati raggiunti il prima possibile. In merito all’ organizzazione dell’ istituto di tuo figlio, poi, di positivo ci sono senz’ altro l’ impatto precoce con la valutazione e i tempi maggiori per lo studio e il recupero successivamente. In particolare, a chi dovrà affrontare la maturità giova un pentamestre più disteso in cui incidono meno le settimane bianche, le vacanze pasquali e i viaggi di istruzione. Rimangono le corse sfrenate nei primi mesi dell’ anno e le fatiche per gli studenti, come scrivi, unite per la verità a quelle dei docenti. Ma magari, tra una corsa e l’ altra, non si avrebbe proprio il tempo di dare spazio alle tante agitazioni studentesche pre-natalizie.

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