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A scuola di catering

Dalla dispersione scolastica a una prospettiva di lavoro. Il convegno di Firenze è anche occasione per mettere alla "prova" gli adolescenti del progetto Barsal


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«Queste sono due delle mie perle», dice Tiziana Pieraccini indicando sorridendo due giovanissime ragazze pronte per servire a tavola. Camicia bianca e grembiule nero, capelli raccolti a coda, insieme con altri coetanei apparecchiano per i 2.200 delegati che pranzano alla Fortezza da Basso. Una quarantina in tutto, mescolati agli allievi di altre tre scuole alberghiere e a colleghi professionisti, gli adolescenti “intercettati” dal progetto Barsal si cimentano con la scuola e con il lavoro. Servendo, nei giorni del convegno, circa 8.500 pasti predisposti dal servizio di catering Guido Guidi.

Ragazzi che avevano abbandonato il percorso scolastico e che rischiavano di trovarsi senza un futuro hanno avuto una seconda possibilità grazie al Centro studi turistici di Firenze che, in collaborazione con il Cescot, l’ agenzia formativa espressione di Confesercenti, ha avviato corsi per diventare camerieri e barman. Figure richieste nel settore alberghiero, trainante per l’ economia di Firenze. «Cerchiamo di arginare la dispersione scolastica», sottolinea Tiziana Pieraccini, del Centro studi turistici, mentre prepara un ottimo caffè e ci porta in giro per la sala. Orgogliosa dei “suoi” ragazzi che competono alla pari con quelli degli istituti alberghieri della Ferdinando Martini di Montecatini e della Francesco Datini di Prato e del professionale Bernardo Buontalenti di Firenze.

Il Convegno di Firenze per loro è anche tirocinio (il corso prevede 2.100 ore di cui 630 sul campo). A scuola di catering, ma – c’ è da scommettere – soprattutto a scuola di vita.

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