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A Belgrado proteste e scontri con la polizia contro il coprifuoco anti-covid

Guerriglia urbana nella notte nella capitale serba tra dimostranti antigovernativi e le forze dell'ordine, nelle vicinanze del parlamento. Le proteste sono iniziate dopo l'annuncio di nuove misure restrittive decise dal presidente Aleksandar Vucic.


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La polizia serba ha arrestato 23 persone a Belgrado nei tumulti scoppiati ieri sera dopo l'annuncio del presidente Aleksandar Vucic sull'entrata in vigore di un nuovo coprifuoco nel fine settimana per far fronte all'emergenza coronavirus. Circa un centinaio dei duemila manifestanti che si erano riuniti davanti al Parlamento hanno fatto irruzione nell'edificio, ma sono stati poi respinti dalle forze di polizia, che hanno fatto uso di manganelli e gas lacrimogeni. Nel corso degli incidenti 43 agenti sono rimasti feriti e diversi veicoli delle forze di sicurezza sono stati incendiati, ha spiegato il capo della polizia Vladimir Rebic all'emittente statale 'Rts'. «Gli agenti sono stati bersagliati da pietre, bottiglie, petardi, e altri oggetti di ogni tipo. Quando non vi è stata altra scelta ed è stata messa a rischio l'incolumità dei poliziotti è stato necessario fare uso della forza per respingere i violenti», ha affermato lo stesso Rebic.

Vittime degli attacchi da parte dei dimostranti sono stati tra gli altri due giornalisti dell'agenzia Tanjug. Secondo alcune fonti giornalistiche a ispirare le violenze e i tentativi di fare irruzione all'interno del parlamento sarebbe stato Srdjan Nogo, un estremista di destra già protagonista di altri episodi di violenza, che avrebbe strumentalizzato una manifestazione cominciata pacificamente in segno di protesta contro le nuove misure restrittive annunciate ieri sera dal presidente Vucic per contenere la nuova ondata di contagi da coronavirus.

In Serbia la situazione sanitaria è tornata a peggiore con un gran numero di contagi e di decessi. "Tutti gli ospedali di Belgrado sono quasi pieni", ha detto Vucic nel corso di un discorso televisivo alla nazione. "I dati a Belgrado sono pessimi", ha aggiunto spiegando che le riunioni con oltre cinque persone saranno vietate da mercoledì. E’ obbligatoria la mascherina sui mezzi pubblici e in tutti i luoghi al chiuso. Ieri sono ripresi intanto i trasporti di aiuti medico-sanitari dalla Cina, che nella prima fase dell’ epidemia in primavera ha fornito al Paese balcanico enormi quantità di mascherine, guanti, scafandri, visiere e materiale disinfettante, con un autentico ponte aereo andato avanti per settimane.  Nella giornata di ieri la Serbia ha registrato 13 morti in più rispetto al giorno precedente e 299 nuovi casi di Covid-19.

(fonti: Agenzie Ansa,  Adnkronos e Agenzia Vista).

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