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Francesco: «I cristiani non devono puzzare di chiuso»

Dio ama tutti, non scarta nessuno, non conosce la nostra cultura dello scarto. Questo il messaggio del Pontefice che ha commentato la parabola della pecorella smarrita e avverte: «Per Gesù non ci sono pecore definitivamente perdute». Per questo, i cristiani non devono chiudersi in se stessi perché altrimenti avranno «il puzzo delle cose chiuse»


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Il Papa spiega la logica della centesima pecora, quella che dovrebbe guidare l'azione di ogni cristiano. All'udienza generale in piazza san Pietro racconta la parabola del buon pastore e sottolinea che è quella che ha ispirato tutta la misericordia di Dio e quindi anche io comportamento della Chiesa. Insomma la salvezza c'è per tutti e non solo per quelli che sono già stati radunati nel recinto sicuro, quelli che sanno di possedere il Signore perché lui sta con loro. 

Bergoglio avvisa che ciò sarebbe come imprigionare anche il Signore nei "nostri schemi e nelle nostre strategie". Invece "il pastore sarà trovato là dove è la pecora perdura": "Siamo tutti avvisati: la misericordia verso i peccatori è lo stile con cui agisce Dio e a tale misericordia egli è assolutamente fedele: nulla e nessuno potrà distoglierlo dalla sua volontà di salvezza". 

Papa Francesco ripercorre il significato della parabola e dice che sa sempre l'immagine del buon pastore "rappresenta la sollecitudine di Gesù verso i peccatori e la misericordia di Dio che non si rassegna a perdere alcuno" Aggiunge che la decisione di uscire a cercare la centesima pecora "non deve scandalizzare, ma al contrario provocare in tutti una seria riflessione su come viviamo la nostra fede". Nel testo i dottori della legge e gli scribi, sempre sospettosi, si scandalizzano perché "erano orgogliosi, erano superbi, si credevano giusti". 


Bergoglio invita a riflettere di più sul racconto del Vangelo perché "nella comunità cristiana c'è sempre qualcuno che manca e se ne è andato lasciando il posto vuoto. A volte questo è scoraggiante e ci porta a credere che sia una perdita inevitabile, una malattia senza rimedio. E' allora che corriamo il pericolo di rinchiuderci dentro un ovile, dove non ci sarà l'odore delle pecore, ma puzza di chiuso!". Il papa spiega che i cristiani non devono essere chiusi, non devono avere "la puzza delle cose chiuse". Al contrario "bisogna uscire e non chiudersi in sé stessi, nelle piccole comunità, nella parrocchia, ritenendosi "i giusti". Questo succede quando manca lo slancio missionario che ci porta ad incontrare gli altri".
Bergoglio sottolinea che "nella visione di Gesù non ci sono pecore definitivamente perdute, ma solo pecore che vanno ritrovate. Questo dobbiamo capirlo bene: per Dio nessuno è definitivamente perduto. Mai! Fino all'ultimo momento, Dio ci cerca". La prospettiva della Chiesa infatti "è tutta dinamica, aperta, stimolante e creativa. Ci spinge ad uscire in ricerca per intraprendere un cammino di fraternità. Nessuna distanza può tenere lontano il pastore; e nessun gregge può rinunciare a un fratello".

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