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Non solo Turandot, Alfano è anche "Risurrezione"

Conosciuto soprattutto per aver completato il capolavoro di Puccini, il compositore napoletano è poco eseguito. Dal 17 al 23 gennaio si può ascoltare a Firenze la sua opera tratta dal romanzo di Tolstoj. Sul podio Francesco Lanzillotta.


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Curioso destino quello del compositore Franco Alfano (Napoli, 1875 - Sanremo, 1954). Fu musicista eclettico, autore di opere, balletti, musica sinfonica e da camera. Scrisse l’ accompagnamento per alcune poesie di Tagore e compose addirittura un inno in onore di Simon Bolivar (Inno al Libertador), ma il  suo nome resta legato alla composizione del finale di Turandot, che rimase incompiuta per la morte di Giacomo Puccini.

Le sue due opere di maggior successo furono La leggenda di Sakuntala (1921) e Risurrezione (1904). Vederle rappresentate capita di rado, eppure è stato calcolato che nel 1950 Risurrezione raggiunse le mille rappresentazioni. Ora questa pagina musicale di inizio Novecento va in scena al Maggio Musicale Fiorentino, dal 17 al 23 gennaio, con la direzione musicale di Francesco Lanzillotta e nell’ allestimento del Wexford Festival Opera con la regia di Rosetta Cucchi.

L’ opera di Alfano si ispira all’ omonimo romanzo di Lev Tolstoj, pubblicato nel 1899. Nel 1902 Franco Alfano legge ‘tutto d’ un fiato’ il romanzo e se ne innamora. A Parigi, dove vive in quegli anni, assiste a una riduzione teatrale del testo e si decide a realizzarne un’ opera. Dalla collaborazione con Cesare Hanau nasce il libretto, il primo in prosa della storia dell’ opera italiana, e l’ opera debutta il 30 novembre 1904 al Teatro Vittorio Emanuele di Torino.

Quella narrata è una storia di colpa e redenzione articolata in quattro atti, con al centro le sfortunate vicende della protagonista Katiusha e del suo amore infelice per il principe Dimitri. La musica ha una concezione sinfonica,  accompagnata dal fluire di un declamato ininterrotto.

Francesco Lanzillotta, che è anche compositore, ha trovato nella raffinatissima scrittura di Alfano un filo diretto con la musica di oggi, un germoglio della sperimentazione che sarebbe venuta qualche anno più tardi. Lanzillotta, 42 anni, romano, diplomato con lode al Conservatorio di Santa Cecilia, è il Direttore musicale dello Sferisterio Opera Festival di Macerata (dove il prossimo luglio dirigerà Tosca) ma dirige abitualmente in importanti teatri in Italia e all’ estero, anche con una particolare attenzione al repertorio del Novecento. Da poco ha inaugurato la stagione della Semperoper di Dresda con Il viaggio a Reims, che presto porterà a Valencia. Nei prossimi mesi dirigerà anche a Budapest, Monaco e Amburgo.

A Firenze il ruolo di Katiusha, la protagonista,  è interpretato da Anne Sophie Duprels. Il ruolo di Dimitri è affidato a Matthew Vickers.

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