Carlo Vistoli: «Il mio Orfeo e il suo dolore, vicini a noi»

«Orfeo è un personaggio umano, deve elaborare il lutto, questa è la sua storia». A tu per tu con il giovane controtenore, che abbiamo incontrato in camerino, dopo la prova generale aperta ai giovani

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Il giovane controtenore Carlo Vistoli interpreta Orfeo nel nuovo allestimento di “Orfeo ed Euridice”, il capolavoro di Christoph Willibald Gluck composto su libretto di Ranieri de’ Calzabigi, in scena dal 15 al 22 marzo al Teatro Costanzi per la stagione dell’ Opera di Roma. “Orfeo ed Euridice” manca dal palcoscenico del Costanzi da cinquant’ annni  e la versione presentata a Roma è quella viennese del 1762. Lo spettacolo è una coproduzione con Théâtre des Champs-Elysées, Château de Versailles Spectacles e Canadian Opera Company. La regia è del geniale regista canadese Robert Carsen, sul podio il maestro milanese Gianluca Capuano. Oltre a Vistoli, nei ruoli principali cantano i soprani Mariangela Sicilia (Euridice) ed Emöke Barath (Amore). È uno spettacolo bellissimo, poetico e commovente. Novanta minuti di emozioni e di stupore per la bellezza della musica, la bravura degli interpreti e una regia che, con pochi semplici elementi, racconta in modo mirabile questa storia di amore e di morte. Abbiamo incontrato Carlo Vistoli in camerino, dopo la prova generale aperta ai giovani. Vistoli, 31 originario di Lugo, studia canto dal 2007. Ha fatto il suo debutto operistico a Cesena e Ravenna nel 2012. Si esibisce regolarmente in Italia e nel mondo, con direttori specialisti del repertorio barocco come Gardiner, Christie, Alessandrini, Sardelli e Montanari.

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